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La Nato: "Il 31 Ottobre termina la missione libica"

Con la morte di Muammar Gheddafi inizia la caccia al “suo” tesoro

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La 'campagna di Libia' finirà il prossimo 31 Ottobre. Lo ha comunicato il segretario della Nato Rasmussen. Con la morte di Muammar Gheddafi finisce un'era fatta di stravaganze, di eccessi, di crudeltà, di carisma. Finisce una dittattura. Rimane un corpo senza vita, senza un capezzale di familiari, uccisi o in esilio.

La tribù alla quale apparteneva l'ex leader libico Muammar Gheddafi sta chiedendo con insistenza al Consiglio nazionale transitorio (Cnt) di consegnare a loro la salma del colonnello per poterlo seppellire a Sirte, sua città natale, in base a quanto prevedono i precetti islamici. La salma non sarà soggetta ad autopsia.

"Non ci sarà autopsia, nè oggi, nè in un altro giorno. Nessuno aprirà il corpo" di Gheddafi, ha detto un portavoce dei militari del Consiglio di Misurata, Fathi Bachagha.

La dinamica dell'incidente prende sempre più corpo, ma il mistero si infittisce sul momento della morte del colonnello, visto che è stato catturato vivo. Quel che è certo è che un convoglio di 15 mezzi, ove a bordo di uno dei quali stava Gheddafi, avrebbe imboccato la via verso Ovest. Ma non sarebbe però andato molto lontano. Intercettato da velivoli francesi, il convoglio sarebbe stato colpito. Cinquanta lealisti sarebbero stati uccisi.

Un Gheddafi ferito - assieme a un manipolo di fedelissimi - e scampato agli attacchi aerei francesi, avrebbe trovato rifugio in due condotte fognarie vicine al luogo dell'attacco. Inseguito a terra da miliziani del Cnt, è stato arrestato, le guardie del corpo del raìs uccise sul posto.

Secondo Salem Bakeer, un miliziano del Cnt presente alla cattura, appena tratto in arresto Gheddafi avrebbe affermato: "Cos'è che non va? Cos'è che non va? Che succede?".

Dal luogo dell'arresto -  sempre secondo la ricostruzione di Bakeer - il raìs già ferito da colpi di arma da fuoco a una gamba, sulla schiena, e alla testa. Il colonnello sarebbe stato condotto con un'ambulanza verso l'ospedale di Misurata.

Secondo una prima ricostruzione, che aveva convinto pochi, l'ambulanza si sarebbe venuta a trovare in mezzo a una sparatoria tra lealisti e milizie del Cnt. In quel frangente il colonnello sarebbe stato fatalmente colpito da una pallottola in testa. La morte sarebbe sopraggiunta pochi minuti prima di raggiungere l'ospedale.

E' da qui in poi, però, che la vicenda si fa meno chiara. Un video amatoriale, filmato forse da un miliziano del Cnt e tra ieri e oggi in onda su tutti i network del mondo, mostra un Gheddafi senza vita trascinato in terra, calpestato, insanguinato. Quando è stato girato questo video? Dopo la fortuita sparatoria che è costata la vita al raìs? Oppure Gheddafi è stato freddato già attorno alle due condotte fogniarie? 

Qualore così fosse, chi avrebbe sparato? Il giovane Mohammed el-Bibi, il diciottenne la cui immagine con in mano la pistola d'oro del raìs libico ha fatto il giro del mondo? O forse un membro della scorta di Gheddafi, pronto a uccidere il suo padrone come estremo gesto di 'fedeltà' al Cnt per aver salva la pelle? Impossibile chi abbia inferto il colpo mortale al colonnello.

Una vicenda poco chiara, e sulla quale forse non sarà mai fatta chiarezza (ne sappiamo qualcosa noi italiani che a distanza di sessantasei anni non possiamo ancora affermare con assoluta certezza in quali precise circostanze, e da chi, sia stato ucciso Benito Mussolini).

Quanto alle scomposte reazioni di molti leader politici, Hillary Clinton in testa con il suo "Wow!", commenta la morte del raìs anche il nunzio apostolico in Libia, monsignor Tommaso Caputo: " Non si può mai 'gioire' dinanzi alla morte di un uomo, evento di fronte al quale deve sempre prevalere la pietà". "Di fronte alla morte di un uomo - ha detto l'ambasciatore del Papa ai microfoni della Radio Vaticana - devono sempre prevalere i sentimenti di pietà cristiana oltre che umana. Non si può quindi gioire per un epilogo, la morte del colonnello Gheddafi, che si inquadra ancora nel segno di un conflitto che si è protratto per un lungo periodo e che ha causato il sacrificio di molte vite umane".

E' notizia di queste ore che l'ex raìs egiziano, Hosni Mubarak sia scoppiato in lacrime quando gli è stata mostrata l'immagine del corpo di Gheddafi. Ha avuto una vera e propria crisi isterica l'ex presidente egiziano quando, dal suo letto d'ospedale, ha visto le foto di Muammar Gheddafi insanguinato e poi esanime, ucciso dai miliziani del Consiglio nazionale transitorio libico a Sirte il 20 Ottobre.

Lo riferiscono fonti mediche dell'ospedale militare del Cairo dove l'ex presidente egiziano è ricoverato mentre è in corso un processo contro di lui per aver ordinato di sparare contro i manifestanti a Piazza Tahrir. La reazione di Mubarak alla vista delle foto del cadavere di Gheddafi ha richiesto l'intrevento dei medici, che gli hanno somministrato dei calmanti, come riferisce il giornale egiziano el-Fagr sul suo sito Internet.

Per mons. Caputo, in Libia "in questo momento più che mai deve farsi strada da ogni parte la sincera volontà di assicurare a tutto il Paese tempi davvero nuovi all'insegna di una ritrovata concordia sociale. E nel momento in cui si pone mano alla ricostruzione del Paese a tutti i livelli, a cominciare dall'assetto statale, l'obiettivo di una riconciliazione nazionale appare come la possibilità unica e irripetibile alla quale legare l'esigenza di una giustizia sociale e l'esigenza del rispetto, della dignità di ogni persona, come premesse essenziali per un ordinato ed equo sviluppo sociale". La convinzione del nunzio, comunque, "è che nel cuore dei libici vi siano desideri di pace e di concordia e ciò lascia certamente ben sperare per il futuro".

Con la morte del rais libico Muammar Gheddafi e con la conseguente 'liberazione' del paese che dovrebbe essere proclamata a Tripoli domani, il Consiglio nazionale di Transizione (Cnt) conta di recuperare tutti gli asset libici congelati all'estero. Un patrimonio complessivo che, secondo stime americane, si aggirerebbe sui 150 miliardi di dollari. Ma la reale entità del patrimonio personale e familiare di Gheddafi resta ancora incerta e, dal Regno Unito agli Usa, rintracciare tutte le ricchezze del colonnello risulta un'impresa ardua.

Secondo la 'Cnn', valgono oltre 37 miliardi di dollari gli asseti libici congelati negli Stati Uniti, dei quali circa 700 milioni sono già stati restituiti al Cnt. Sono 18 miliardi, secondo il 'Telegraph', quelli congelati da Londra, tra cui una partecipazione alla casa editrice Pearson, che pubblica il 'Financial Times'. Intorno ai cinque miliardi, al momento del congelamento, il valore di quelli in Italia, tra cui partecipazioni in UniCredit, Eni e Juventus.

Grossi numeri anche in Canada, Svizzera, Francia, Austria e altri paesi dell'Ue. Ma nell'intreccio tra patrimonio del regime e della famiglia, le cifre complessive sarebbero molto più alte. La Libyan Investment Authority (Lia), il fondo sovrano di Tripoli dal valore di circa 60 miliardi di dollari tra conti e partecipazioni nei nomi più importanti della finanza mondiale, è stata finora il più importante veicolo di fondi libici da e verso il mercato internazionale, ma era anche usato dai Gheddafi come una sorta di banca di famiglia, a volte con operazioni fallimentari.

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17 COMMENTS

  1. Berlusconi è contento?
    Intanto non vi sono notizie coerenti su cosa e come sia successo.
    Si parla di cattura ed uccisione durante gli scontri tra lealisti e Cnt. Contemporaneamente si dice che il convoglio con il quale viaggiava il Leader Libico è stato fatto segno di mitragliamenti, lancio di missili e razzi da parte delle forze Nato.
    Si dice pure che Gheddafi, nascosto in una buca, invocava di non sparare. Fesso chi ci crede!
    Per chi conosce veramente la storia Libica degli ultimi otto mesi, queste sono delle semplici farneticazioni propagandistiche.
    Così come quando si parla di insorti, ribelli ecc.
    Se Gheddafi è morto, lo ha fatto combattendo assieme alla maggioranza del suo Popolo contro tutto il mondo ipocrita e grifagno.
    Il Popolo Libico è stato ininterrottamente bombardato per otto mesi dalle forze Nato, e la maggior parte dei danni sul terreno sono stati causati dalle forze speciali americane, inglesi e francesi, che combattevano al posto delle inesistenti forze ribelli.
    Adesso i nostri Giuda nazionali cosa faranno: si impiccheranno all’albero come l’Iscariota, o si spartiranno la “tunica” giocando a dadi con francesi ed inglesi?

  2. ma lui quando ‘transita’?
    Berlusca e Putin non ancora ‘transitano’.
    Ma noi siamo come il Cinese sulla sponda sul fiume: aspettiamo.

    A parte tutto: ma si poteva fare battuta più demenziale?

  3. Bandiere arcobaleno
    Sia pure finita la guerra tout court. Sia dunque pace in Libia, come in Siria o in Iran o in Egitto… Chi sarà a brutalizzare l’altro?

  4. Mi dispiace
    [Se la notizia è vera,] mi dispiace molto. Da quelle parti c’è solo il peggio. Dovranno prenderne atto, immagino, anche gli abitanti del Mondo Di Frutta Candita che hanno variamente favoleggiato di primavere arabe. (Continua comunque a restarmi misterioso come si possa essere così accecati da credere per davvero a fantasie del genere). Gheddafi (al di là del teatrino che regolarmente ingaggiava – tipo quando è venuto in Italia: ma per la sua gente, non certo per noi) era un amico dell’Occidente (e per quanto trovi un po’ ridicoli i dietrologi, forse se è stato ucciso è perché non raccontasse delle varie cortesie che all’Occidente ha fatto?, a cominciare dal sabotaggio dell’esilio di Saddam Hussein, che ha consentito di aprire la guerra in Iraq). Ed è una vera disgrazia che anche Gheddafi – dopo Mubarak e Ben Ali – sia perduto. In tutto questo chi fa più orrore è – mi sembra – il pessimo Presidente francese, cui si deve l’avvio dell’intera faccenda (forse temeva che il figlioletto in arrivo non fosse sufficiente a risalire di qualche punto nel suo Paese). E poi gli altri della “coalizione”, a seguire. Quanto all’arruffato ingresso dell’Italia nella “coalizione” medesima: non è che quando un insieme di ceffi si associano per portarti via una posizione di privilegio, quale era la nostra in Libia, ti limiti a girarti dall’altra parte. Non mi pare che ci fosse alternativa.
    PS. Adesso chissà quanto si scateneranno gli odiatori di Berlusconi. Vuoi non trovargli qualche colpa? Cominceranno dalla frasetta Sic transit. (Che magari non l’ha neanche detta). Sul presupposto che fra quelli che lo odiano – pur così elevati di spirito e cultura – ci sia magari chi non sa il latino, offriamo un micro-assist. Se l’ha detta, la frasina, non ha comunque fatto errori di grammatica. Almeno quello non glielo possono imputare.

  5. Non facciamone un martire per favore
    Ha ottenuto quel che si è meritato: avrebbe potuto lasciare il potere in tempo come Bel Ali ma ha preferito fare la guerra, per decenni ha scaricato fango sull’Italia e l’Occidente, ha utilizzato i clandestini come arma di ricatto, ha fatto il terrorista (Lockerbie ma secondo me anche le stragi di Ustica e Bologna del 1980), ha derubato il suo popolo, ha fatto uccidere migliaia di libici durante la dittatura e la guerra, ecc. ecc. Se avesso voluto un processo equo bastava consegnarsi agli alleati USA-UK-Francia.

    — Three things about islam: http://www.youtube.com/watch?v=Ib9rofXQl6w

  6. Transit
    @domenico. Berlusca (eletto, a differenza di Gheddafi) “transiterà” quando la nostra Costituzione prevede, nel 2013. Con buona pace di tutti gli antidemocratici come te.

  7. Gheddafi
    Onore delle armi a un assassino, trucidato dai suoi nemici.
    Sempre meglio di Mussolini, che non era un assassino, ma fu massacrato anche da morto (per non parlare della Petacci).

  8. è peggio
    Per il vegliardo, che capisce quanto una capra, con rispetto parlando.
    Il tiranno ‘con le leggi’ è molto peggio, perché maschera il suo malaffare con ‘l’apparenza della legalità’. E’ il peggiore dei tiranni.
    Ahi! quanta abissale ignoranza!
    Cesare aveva il consenso, ma era un criminale; Napoleone aveva il consenso, ma era un criminale; Robespierre aveva il consenso, ma era un criminale, ecc.

  9. Amarcord la Costituzione
    Art. 11: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie a favorire un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
    Art. 91: Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.

  10. Gheddafi
    Per decenni è stato un criminale politico,quando si era trasformato in un vecchio uomo d’affari lo hanno ammazzato per rubargli il portafoglio.Sic transit gloria mundi.

  11. Per Domenico e….la capra
    Di abissale c’è soltanto un piccolo particolare: il “vegliardo” argomenta senza offendere e questo è sintomo di materia grigia. Il “caro” Domenico, viceversa, offende. E fermiamoci qui.

  12. La Costituzione e i suoi custodi
    Egregio Franco Maloberti 21/10/11 09:26, sia sincero: anche lei è un po’ malpensante. Anche lei ha notato quale subitaneo spontaneo prorompente e perdurante dispiegamento di bandiere arcobaleno alle finestre, nelle piazze, nelle Chiese… allo scoppio delle “limitazioni di sovranità necessarie a favorire un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia” in Libia?

  13. Onore a Gheddafi assassinato dal Nobel per la pace
    Per ironia della sorte il “tiranno”, il “dittatore”, il “macellaio” è stato assassinato dal premio Nobel della pace Obama. Mai l’Onu è caduta più in basso. Per legittimare la guerra contro il nemico numero uno di inglesi e americani si è tirato fuori che avrebbe massacrato i libici a Bengasi. Invece, la Nato ha bombardato e massacrato a Sirte un centinaio di eroi, che sotto le bombe dei droni e i mitra dei ribelli sovvenzionati e addestrati da Cia e inglesi, hanno combattuto fino all’ultimo. Gheddafi è morto da eroe e i suoi nemici hanno paura di lui anche da morte, perché sarà sepolto in luogo sconosciuto. Grande Gheddafi, hai dato una grande lezione di coraggio e ti sei battuto come un leone fino a quando i sicari della Nato ti hanno dato il colpo di grazia. Rimarrai nella storia, mentre Obama sarà ricordato solo come l’imperatore nero assassino, l’africano diventato americano, venduto a Wall Street, che ha tradito l’Africa e ha ucciso uno dei suoi figli più fieri.

  14. @ vanni
    In effetti, dopo che gli aerei Nato, partendo dal suolo italiano, hanno ammazzato alcune migliaia di innocenti, questa Guerra, pardon, missione di pace, che, pur operando quelle limitazioni di sovranità necessarie ha favorito un ordinamento che assicura la pace e la giustizia (qualche morto, dai, non facciamo gli schizzinosi, mica è genocidio), è finita. Onore ai pacekeepers e ai garanti delle costituzioni.

  15. è possibile scrivere una
    è possibile scrivere una buona volta i nomi arabi traslitterati all’italiana, anziché all’inglese? P. es. “Selim Bechir”.

  16. Violenti contro violenti
    Francamente non vedo eroi, ma solo branchi di violenti islamici contro dei violenti mezzi islamici.
    Pensare che tutti questi violenti si rechino pacificamente a votare con la matita tra 8 mesi anzichè con il mitra ed accettino il democratico risultato, mi sembra utopia.
    Gheddafi avrebbe potuto lasciare il potere in tempo come ha fatto Ben Ali ma ha preferito condurre una guerra assurda contro una forza soverchiante. Se avesse voluto un processo equo bastava che si consegnasse agli alleati USA-UK-Francia.
    Provocatore e sbruffone cronico, per decenni ha scaricato fango sull’Italia e l’Occidente.
    Ha utilizzato i clandestini come arma di estorsione verso l’Italia e l’Europa.
    Ha fatto il terrorista: ha finanziato le Brigate Rosse, l’IRA, l’OLP di Arafat, ha commesso le stragi di Lockerbie, del volo francese UTA 772, l’attentato alla discoteca ‘La Belle’ di Berlino e secondo alcuni ha organizzato anche le stragi di Ustica e Bologna del 1980 per ricattare l’Italia.
    Ha fatto uccidere e torturare migliaia di libici durante la dittatura e la guerra civile.
    Ha iniziato guerre inutili contro Ciad, Sudan e Tunisia (perdendo regolarmente).
    Ha riempito la Libia di negri mercenari, che ha pagato e armato per tenere a bada il proprio popolo.
    Nepotista, ha derubato il suo popolo e insieme alla famiglia conduceva una vita d’orata.
    ecc. ecc. ecc.

    — Three things about islam: http://www.youtube.com/watch?v=Ib9rofXQl6w

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