Con le banche Bersani ha fatto finta di liberalizzare

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Con le banche Bersani ha fatto finta di liberalizzare

19 Luglio 2007

Nel suo intervento all’Assemblea annuale dell’ABI il
Governatore Mario Draghi non è stato tenero con le banche, ma non ha
risparmiato anche un sottile rimprovero all’interventismo del Governo, che ha
voluto disciplinare d’imperio il rapporto tra banca e cliente. Molti
ricorderanno che nell’ambito di iniziative di così detta liberalizzazione, il
Governo, per il tramite del Ministro Bersani, 
ha disposto l’abolizione dei costi connessi con la chiusura dei conti
correnti, il divieto di applicare la commissione di massimo scoperto, la
facoltà del cliente di estinguere un mutuo 
senza penalità.

Con il linguaggio felpato che si addice a un rappresentante
delle istituzioni, Draghi non ha mancato di osservare che tali interventi –
seppure condivisibili nella finalità 
hanno sollevato dubbi da parte della Banca d’Italia su alcuni aspetti tecnici e
ha raccomandato che in tali settori si lasci spazio alla regolamentazione
secondaria e alla autoregolamentazione. Ha auspicato che si pervenga invece ad
assicurare la completa portabilità dei conti correnti.

Draghi, di fatto, ha ribadito quanto già evidenziato a suo
tempo da numerosi osservatori e analisti rispettosi del mercato. Gli interventi
in questione non “liberalizzano”, ma si limitano a curare i sintomi della
scarsa concorrenza che pervade l’intero sistema bancario. Inoltre, intervenendo
inopportunamente nei meccanismi di determinazione dei prezzi dei servizi
offerti%2C il legislatore distorce il funzionamento del  mercato e diminuisce la trasparenza, finendo
per danneggiare gli stessi consumatori. Esemplare al riguardo è il
provvedimento che vieta le penali per l’estinzione anticipata dei mutui a tasso
fisso. Sottolinea infatti il Governatore Draghi che “il divieto di penali può comportare un innalzamento del tasso
richiesto dalle banche: l’estinzione anticipata rappresenta infatti un’opzione
implicita a favore del debitore e perciò a un costo finanziario
”.  In altre parole l’intervento di imperio del
Governo ripartisce il costo dell’operazione di estinzione del mutuo sulla
intera collettività dei titolari di mutui invece che sul singolo soggetto che
ne dovesse richiedere l’estinzione anticipata, e che quindi sarà meglio in
grado di valutare se l’estinzione con il costo della penale è per lui conveniente
o meno; si  obbligano di fatto tutti i
beneficiari di un mutuo a tasso fisso a comprare una polizza assicurativa il
cui costo sarà incorporato in un maggiore tasso di interesse sul mutuo in
questione. Con il ben servito della tutela del consumatore e della
trasparenza.