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Consulta: “L’aggravante della clandestinità è discriminatoria”

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L'aggravante della clandestinità discrimina gli extracomunitari rispetto ai cittadini italiani e comunitari. La Corte costituzionale ha depositato oggi le motivazioni della sentenza con la quale è stata bocciata l'aggravante della clandestinità prevista dal decreto sicurezza.

Per i giudici della Consulta, che hanno invece salvato il reato di clandestinità, è in netto contrasto con l'articolo 3 della Costituzione, "che non tollera irragionevoli diversità di trattamento" tra cittadini stranieri irregolari e italiani o comunitari.

La norma censurata si basa, spiega il relatore della sentenza Gaetano Silvestri, sulla presunzione generale e assoluta della maggiore pericolosità dell'immigrato irregolare, con conseguenze sulle sanzioni che gli vengono imposte qualunque sia la norma penale che viene violata. Una contraddizione, secondo Silvestri, resa ancora più evidente dal fatto che, con la modifica alla legge 94/2009, è stata esclusa l'applicabilità dell'aggravante per i cittadini di Paesi appartenenti all'Unione europea.

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