Contratti: sul negoziato pesa il veto Cgil, accordo più difficile
28 Settembre 2008
di Redazione
La trattativa tra Confindustria e sindacati per riformare il sistema contrattuale entra nella fase più delicata. La Cgil non arretra di un millimetro e conferma il giudizio molto critico sull’impianto generale della proposta dell’associazione degli industriali. Un veto destinato a pesare non poco sul confronto, che dovrebbe riprendere nel tardo pomeriggio di martedì subito dopo il direttivo della confederazione guidata da Guglielmo Epifani, convocato anche per valutare se ci siano ancora i margini per chiudere un accordo.
Il tavolo negoziale potrebbe però subire ulteriori contraccolpi a seguito delle lacerazioni che la vicenda Alitalia ha prodotto nel sindacato. La discussione sui contratti rischia quindi di diventare il tormentone dei prossimi giorni, ma sarà anche il banco di prova della volontà delle tre centrali confederali di ritrovare unità di intenti e condivisione di obiettivi. Le parole del leader della Cgil, tuttavia, non lasciano spazio all’ottimismo.
Epifani ha osservato che "un accordo adesso è più difficile", in quanto il documento di Confindustria "per noi proprio non va bene, è pieno di sanzioni e di divieti. Con una parole un po’ forte lo potremmo definire sovietico". Le perplessità della Cgil non riguardano solo il merito, ma anche il metodo. Aver fissato una deadline al 30 settembre non ha mai convinto corso d’Italia. "Gli ultimatum si sono rivelati fino a ora inefficaci", ha affermato Epifani.
La trattativa, insomma, è in salita e il nuovo limite per siglare un’intesa, spostato da Confindustria più avanti di qualche giorno, ai primi di ottobre, sembra un’impresa ardua. A meno che non si decida di chiudere senza la firma della Cgil. "Per il momento le posizioni sono ancora abbastanza distanti", aveva detto ieri il presidente degli industriali Emma Marcegaglia ricordando che anche per Confindustria "ci sono dei punti assolutamente irrinunciabili".
L’associazione di viale dell’Astronomia non ha però perso tutte le speranze. "Le premesse e le dichiarazioni della Cgil – ha affermato il vicepresidente Alberto Bombassei – non fanno proprio ben sperare. Però noi siamo ottimisti di natura e cocciuti. Io poi sono anche un po’ montanaro, non desisto, e quindi porteremo avanti fino in fondo questo tentativo di ammodernare un sistema di cui abbiamo necessità e bisogno".
Vis
fonte: APCOM
