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Contro l’Occidente tutti a Chianciano

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Il progetto è semplice: riunire tutti i resistenti europei e mediorientali per lanciare un fronte antagonista diffuso contro l’America e contro l’Occidente. Il luogo del convegno è già stato scelto da settimane a Chianciano per sabato e domenica. I rivoluzionari alloggeranno al Grand Hotel, dove di solito sono abituati a comitive di anziani in fuga dallo stress o a dopolavoristi del fitness con nota a pie' di lista pagata dalla Asl. Ma tant’è. Siena è provincia rossa e politically correct che non si è mai fatta mancare niente.

I toni usati nei volantini però allarmano e non poco. Ha ragione l’ex sottosegretario all’Interno del governo Berlusconi, Alfredo Mantovano, che supplica il governo in carica, e si rivolge “a un ministro pieno di buon senso come Giuliano Amato”, affinché  “non conceda il visto di entrata a tutti quei cittadini extra comunitari che vengono in Italia con lo scopo dichiarato di fomentarvi una sorta di rivoluzione islamo-comunista, sul modello di quella che da anni propugna l’ex terrorista internazionale Ilic Ramirez Sanchez, alias Carlos”.

Ma che dicono i bellicosi comunicati messi in rete sul sito antimperialista.org? Giusto il 22 marzo è stato postato un nuovo commento sulla situazione afghana, irachena e medio orientale. Questo per la precisione è il linguaggio usato: “il fior fiore della soldataglia tricolore sta combattendo in Afghanistan, ma questo non s’ha da dire. Non è politicamente corretto. Si deve invece far credere che questi guerrieri lautamente prezzolati stanno costruendo scuole e asili, distribuendo cibo e vettovaglie ai poveri afgani affamati. E perchè queste demenziali cazzate? Per due ragioni speculari: la prima è che non si deve far capire che questi armigeri stanno combattendo una guerra per conto terzi, al servizio della strategia guerrafondaia americana; la seconda è che non si possono sputtanare i ciarlatani della sinistra radicale, Bertinotti in testa, i quali vanno aiutati a turlupinare i propri tifosi, facendo appunto credere a questi ultimi che grazie ai ciarlatani appunto ci sarebbe stata una riduzione del danno”.

Gente che usa questo linguaggio è la stessa che poi va in piazza e grida “dieci, cento, mille Nassyria”. Bruciando bandiere americane o israeliane o fantocci di soldati. In nome di una malintesa libertà d’espressione “che si vieta negli stadi ma non in questo tipo di convegni” (come dice sempre Mantovano). E noi li ospitiamo per due giorni di deliri rivoluzionari al Grand Hotel di Cianciano, con prezzi scontati “all inclusive”. Non sarà però questo a banalizzare il messaggio eversivo, che l’attuale centro sinistra si illude di potere contenere e circoscrivere entro il folklore dei centri sociali. Questa gente ha un programma molto semplice e lo mette anche per iscritto. Particolarmente esplicito il comunicato di sostegno dei Carc (Comitati d’Appoggio alla Resistenza per il Comunismo, quelli della solidarietà ai “compagni delle brigate rosse”) che considerano l’appuntamento di Chianciano, “l'occasione per esprimere la nostra determinazione a sostenere, con le risorse a nostra disposizione, la resistenza delle masse popolari in Iraq, Afghanistan, Palestina e Libano contro le aggressioni degli imperialisti degli USA e di ogni altro paese”.

Riguardo al ruolo dell’Italia il comunicato è anche più minaccioso: “Dietro ai governi di destra e di sinistra c'é  il Vaticano, forza che unisce in sé l'anticomunismo e l'intolleranza verso le altre religioni, che partecipa al sistema imperialistico in ogni azione, in campo economico, politico, culturale, con la sola eccezione dell'azione militare. Il Vaticano non fa le guerre ma le sostiene, e quando le condanna lo fa solo a parole.  Il pacifismo del Vaticano è la madre di tutti i pacifismi ipocriti che si estendono fino alla "estrema sinistra", che condanna l'aggressione USA in Iraq ma non sostiene la Resistenza irachena. Dovere dei comunisti e delle forze antimperialiste italiane è combattere la politica comune della borghesia imperialista del nostro paese, sia essa di destra o di sinistra, e combattere il Vaticano. Il nostro Partito si assume tale impegno, entro il quadro generale della lotta per fare dell'Italia un nuovo paese socialista, per eliminare nel nostro paese la borghesia che è radice dell'imperialismo”.

Quando si leggono frasi come “Chianciano è un evento straordinario poichè per la prima volta dopo il 2001 abbiamo la possibilità di incontrare esponenti di queste Nuove Resistenze e per capire non solo le loro ragioni e la loro visione del mondo, ma pure le modalità della loro battaglia, i loro scopi e obiettivi, le loro necessità”, qualcuno si dovrà interrogare su cosa stia bollendo in pentola.

Non parliamo poi degli ospiti stranieri, come l’iracheno Abdul Jabbar al Kubbaisi, cui Fini da ministro degli Esteri nel 2005 negò il visto di ingresso, assieme a quello di molti altri “resistenti”. E come poteva mancare l’Ucoii di Hamza Piccardo, quinta colonna del fondamentalismo islamico dei fratelli mussulmani in Italia. Significativi i titoli delle relazioni. Due a caso: “Perché non bisogna chiedere ai palestinesi di riconoscere Israele” e “La sconfitta di Israele e il futuro della resistenza libanese”.

Insomma, un mix tra l’ideologia guevarista e terzomondista anti-americana del  foro di San Paolo, la resistenza terroristica islamica irachena e afgana, i simpatizzanti delle Brigate rosse nostrane, il tutto mischiato in salsa anti ebraica stile Ahmadinejad, dovrebbe essere un cocktail micidiale che il nostro paese non può permettersi di bere tutto di un fiato. Magari sarà tardi e poco consigliabile impedire all’ultimo momento il raduno. Ma almeno per farlo presidiare dalle forze dell’ordine, per inzepparlo di microspie e per infiltrarlo di agenti dei servizi di sicurezza, questo governo è ancora in tempo. Speriamo che qualcuno abbia ancora gli occhi aperti e il cervello ben funzionante in questa latitudine dell’Occidente che si chiama Italia.

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