Copenaghen. Terzo giorno di vertice: verso discussione taglio Co2

LOCCIDENTALE_800x1600
LOCCIDENTALE_800x1600
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Copenaghen. Terzo giorno di vertice: verso discussione taglio Co2

09 Dicembre 2009

Terzo giorno di vertice sul clima a Copenaghen e oggi sarà la volta della discussione sui tagli delle emissioni di Co2. Da qui si testeranno le buone intenzioni dei paesi industrializzati.

Ma nella capitale danese è sempre più scontro tra Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo. I Paesi poveri potrebbero creare degli ostacoli ai negoziati anche se non hanno nessuna intenzione di affossarli. Già ieri i rappresentanti dei G-77 che raggruppa 130 Paesi soprattutto in via di sviluppo avevano fatto sentire la loro voce dopo che nel vertice era circolata la bozza di un testo di accordo che, secondo loro, li avrebbe scavalcati sia nei contenuti, perché non considera la responsabilità storica, sia per il fatto che non sono stati coinvolti nella discussione.

Al maxi-vertice che si è aperto lunedì a Copenaghen e che vede in campo 193 paesi con 15.000 delegati e 110 capi di stato e di governo, sono cinque i pilastri di discussione e su tre le trattative stanno marciando compatte: trasferimento di tecnologie, adattamento e deforestazione. Scogli duri sono invece ancora la riduzione delle emissioni e, su tutti, il capitolo che riguarda i finanziamenti dove ci sarebbero solo impegni a breve termine, fino al 2012.

Intanto l’Organizzazione Metereologica Mondiale (OMM) ha messo sul piatto nuovi dati allarmanti sul riscaldamento del pianeta: il decennio 2000-2009 sarà il più caldo da quando l’uomo ha cominciato a registrare le temperature in modo sistematico, quindi dal 1850. Il rapporto ha fatto il giro del mondo e rilanciato il dibattito sull’attendibilità delle previsioni, anche sull’onda del “Climategate”, l’affaire dei climatologi accusati di manipolare i dati sui pericoli da surriscaldamento del pianeta.