Corea del Nord. Confermato il lancio del missile
26 Marzo 2009
di Redazione
Sembra aggravarsi la situazione in Corea del Nord. Malgrado l’avvertimento degli Usa che hanno minacciato altre sanzioni in caso di lancio del missile-satellite, la Corea ribadisce che intende portare avanti l’operazione, in accordo con i suoi piani spaziali "pacifici". A riferirlo è l’agenzia ufficiale del regime, la Kcna. La minaccia deriva dal fatto che il famigerato satellite sarebbe in realtà il temuto Taepodong-2, razzo capace di montare una testata nucleare e di raggiungere potenzialmente l’Alaska e le Hawaii. Il lancio dovrebbe avvenire tra il 4 e l’8 aprile prossimi.
Eè di oggi la notizia che la Corea del Sud valuta "seriamente" l’ipotesi di inviare nel mar del Giappone l’incrociatore speciale "Sejong il Grande". Varato lo scorso dicembre, è la prima unità della flotta marina sudcoreana con tecnologia antimissile Aegis. La nave non sarà sola, ma si aggiungerà ai quattro incrociatori americani e giapponesi già nell’area. Secondo l’agenzia ufficiale del regime comunista, la Kcna, "la realizzazione e il lancio del satellite è il risultato delle combinazione di scienza moderna e tecnologia".
Nel mirino finiscono Corea del Sud (i cui leader sono "traditori") e i suoi "alleati", accusati di esercitare "pressioni con eventuali contromisure" per impedire la messa in orbita del satellite. Ieri il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha bollato come "provocazione" il lancio, ricordando la violazione in atto della risoluzione 1718 del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che inibisce a Pyongyang, tra l’altro, vendita e sperimentazione di qualsiasi tipo d’armi. Rincara oggi la dose Seul: il proposito della Corea del Nord è "una sfida e una provocazione grave" per sicurezza e stabilità della regione.
La Russia, in una nota, ha invitato a non trarre "conclusioni affrettate – precisando attraverso il ministro degli esteri Serghiei Lavrov – le risoluzioni del consiglio di sicurezza dell’Onu vanno senz’altro osservate e l’attenzione che viene prestata al tema del satellite di Pyongyang è spiegabile". "Tuttavia – ha aggiunto Lavrov – riteniamo importante non trarre conclusioni affrettate e non dare valutazioni su un qualcosa che non è ancora avvenuto".
La stessa Corea del Nord non rimane esterna alla polemica, scagliandosi contro il Sud, definendo il suo governo un "gruppo di traditori" per aver manifestato il proprio appoggio a sanzioni Onu contro il regime comunista nell’eventualità di un lancio missilistico. L’attacco arriva dalla testata Minju Joson, quotidiano vicino al governo nordcoreano, che in un editoriale si scaglia contro la Corea del Sud e il suo presidente conservatore Lee Myung-bak. "Il gruppo di traditori guidato da Lee – si legge nell’articolo – sta mostrando il suo vero volto nella mania di confronto (con il Nord), insultando i suoi fratelli qualsiasi casa essi facciano".
Anche oggi,infine, Pyongyang ha ribadito l’intenzione di procedere con il lancio di un satellite "a scopi pacifici". Il regime comunista aveva addotto la stessa giustificazione nel 1998, dopo aver invece lanciato un missile Taepodong-1 che attraversò il Giappone finendo nell’oceano Pacifico.
