Corea del Nord, dietro i missili c’è il successore di Kim Jong-il

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Corea del Nord, dietro i missili c’è il successore di Kim Jong-il

03 Giugno 2009

La Corea del Nord è pronta a testare nuovi missili intercontinentali in grado di raggiungere gli Stati Uniti. Ma dietro questa prova di forza si nasconde la difficile successione a Kim Jong-Il che ieri ha indicato il minore dei suoi tre figli, Jong-un, come l’erede alla guida del Paese. Ci sono altri pretendenti in corsa e la dinastia familiare potrebbe interrompersi.

In realtà, fino adesso i “Taepodong 2” lanciati dai nordcoreani sono stati un buco nell’acqua. Letteralmente. Al di là dei vettori a corto raggio testati negli ultimi giorni, il missile intercontinentale sperimentato qualche mese fa cadde in mare a circa 2.000 chilometri dall’Alaska (dopo averne fatti 3.000). La verità è che Kim Jong-il, il dittatore zombie che guida il Paese dal 1994, sta per sparire. Questo residuato bellico del comunismo, in poco più di un decennio, è stato capace di portare alla fame il suo popolo, perseguitando i cristiani e qualsiasi altra denominazione religiosa, e minacciando il mondo intero con le sue armi di distruzione di massa.

Da qualche anno, non è chiaro se sia vivo o morto, malato terminale o ancora al comando, visto che lo hanno dato più volte per spacciato (qualcuno dice addirittura che sia già morto e che lo abbiano sostituito con un sosia). Ma ogni volta rispunta per benedire qualche lancio di missili o salutare la folla. Dopo un infarto, e in preda al diabete, adesso dichiara di aver scelto il suo successore. Si tratta del terzogenito Jong-un, 25 anni, da molti descritto come “simile al padre”, di cui condividerebbe a pieno la visione politica, ma anche, a quanto pare, i proverbiali scatti d’umore.

Jong-un sta scalando posizioni nel partito e attende nell’ombra come seppe fare il genitore a suo tempo. Non deve bruciarsi visto che in Corea del Nord l’esperienza e la maturità vengono considerate requisiti essenziali per il comando. Tramonta la stella di Jong-chol, il secondogenito, 26 anni, che fino a qualche tempo fa sembrava il favorito, visto che il padre se lo portava dietro durante i viaggi ufficiali nel Paese. (Jong-Nam, il primogenito, 37 anni, si è fatto arrestare nel 2001 in Giappone con documenti e falsi e adesso viva in esilio a Macao).

Il prescelto ha fatto rapidamente carriera nella potente Commissione per la Difesa nazionale e potrebbe essere una scelta buona per fare pressioni sull’esercito, che esso stesso ha dei candidati alla presidenza tra i suoi ranghi: il generale Jo Myong-rok, capo dell’Ufficio Politico dell’esercito nordcoreano e numero due di Kim nella Commissione. Anche lui, però, sarebbe ammalato. Oppure  O Kuk-ryol, un altro generale non proprio sgradito al governo e alla opinione pubblica sudcoreana che guardia con apprensione a quello che accade oltre il confine.

Secondo la BBC, Jon-un sarà tuttalpiù un reggente, mentre il vero uomo forte del partito è Jang Song-taek, 62 anni, il marito della sorella di Kim, che negli anni scorsi ha combattuto duramente i riformatori. Da quando Jang è tornato ai vertici è diventato il candidato ideale per garantire una lunga e appariscente reggenza al giovane delfino. Nel comunismo nordcoreano le cose si risolvono comunque in famiglia.