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Corea del Nord, lanciati altri due missili: ira a Washington e Tokyo

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La Corea del Nord ha eseguito due lanci di missili a medio raggio Musudan: ma almeno uno dei due test missilistici di sarebbe fallito. A renderlo noto sono fonti militari di Stati Uniti e Corea del Sud. Il primo lancio è avvenuto alle 5:58 ora locale, ha confermato il comando militare della Corea del Sud, e dalle prime indicazioni sembrerebbe che il missile si sia disintegrato nel mare del Giappone. Tesi confermata anche dal Pentagono.

I lanci sono avvenuti dalla costa orientale del paese, nella città portuale orientale di Wonsan. Nonostante la condanna internazionale e le dure sanzioni della Nazioni Unite, il Nord non ha mai rinunciato alle sue ambizioni nucleari.

La nota ufficiale del Comando Strategico degli Stati Uniti recita più o meno così: “Sollecitiamo la Corea del Nord ad astenersi da queste azioni provocatorie che aggravano le tensioni e di concentrarsi nell’assolvere i suoi obblighi ed impegni internazionali.”

Il Giappone ha espresso una protesta formale dopo i lanci di missili da parte della Corea del Nord: il premier Shinzo Abe ha detto che i tentativi del regime di Pyongyang "non possono essere più tollerati".  Parlando ai giornalisti, il ministro della Difesa Gen Nakatani ha manifestato profondo rincrescimento e ribadito che i lanci, oltre a violare le risoluzioni delle Nazioni Unite, rappresentano "un atto provocatorio".

Gli Usa condannano "con forza" i test missilistici nordcoreani di oggi e dei mesi scorsi, fatti "in esplicita violazione" delle risoluzioni Onu: lo afferma John Kirby, portavoce del Dipartimento di Stato americano. Sono "provocazioni", si legge in una nota, che rafforzano l'impegno della comunità internazionale a risolvere la questione delle "attività proibite" di Pyongyang, anche con l'ulteriore stretta delle esistenti sanzioni del Consiglio di Sicurezza.

Secondo una stima approssimativa, il Nord avrebbe costruito fino a 50 missili Musudan. Il missile balistico Musudan noto anche come Rodong-B o BM-25 è la copia per impiego terrestre del sistema sovietico SS-N-6 Serb (R-27) che equipaggiava, durante la guerra fredda, la classe Yankee. Ritirato dai russi negli anni novanta, è ancora in servizio in Corea del Nord ed Iran. Teoricamente, un missile a medio raggio Musudan potrebbe colpire Guam così come le isole Aleutine, nel Pacifico settentrionale.

Il Pentagono, al momento, ignora le modifiche effettuate dal Nord con la complicità dell’Iran al sistema Musudan.  Quindi, sebbene siano possibili delle modifiche per aumentare la gittata del missile, si tratterebbe comunque di un vettore in grado di trasportare una sola testata nucleare da 1-1,2 Mt.

Specifiche comunque che riguarderebbero soltanto la versione R-27U. Gli stessi TEL (transporter erector launcher) fino ad oggi rilevati, non sono altro che dei mezzi civili riconvertiti grossolanamente per uso militare. Ciò significa che non sarebbero in grado di tollerare l’energia sprigionata da un missile nelle sue primissime fasi e garantirne la stabilità.

Nonostante i ripetuti fallimenti, i nordcoreani stanno comunque facendo notevoli progressi. I lanci di poche ore fa potrebbero essere avvenuti risposta alla presenza del sottomarino d’attacco classe Virginia, l’USS Mississippi, attraccato al porto di Busan, in queste ore, come parte del suo schieramento inaugurale in Asia.

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