Corea del nord. Nessuna sanzione dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu

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Corea del nord. Nessuna sanzione dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu

06 Aprile 2009

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu non è riuscito a trovare l’intesa sulle misure contro la Corea del Nord, nonostante la durissima protesta di Usa, Giappone e Corea del Sud (più i loro alleati)

Anche se la messa in orbita del satellite sperimentale sembra a tutti gli effetti non essere riuscito, Kim Jong-il strappa un altro punto a suo favore. Ha dimostrato enormi progressi rispetto al flop di luglio 2006 (il razzo esplose dopo 40 secondi), sotto l’aspetto tecnologico con il vettore sparato a oltre tremila chilometri di distanza.

"I vari Paesi condividono la visione secondo cui l’azione nordcoreana ha gravi effetti su stabilità e sicurezza della regione. Tuttavia, vi è una certa differenza su come affrontare la situazione", ha rilevato il ministro degli Esteri, Hirofumi Nakasone. Cina e Russia condividono i timori, ma "appaiono caute", ha aggiunto Nakasone, alle prese con una giornata di colloqui con i suoi omologhi dei Paesi che occupano i seggi permanenti (e con diritto di veto) del Consiglio di sicurezza: Usa, Russia, Cina, Francia e Regno Unito.

Pechino e Mosca hanno da subito inviato alla "moderazione" e alla "risposta appropriata" visto che si è trattato – così almeno sembrerebbe – del lancio di un satellite. Insomma, Pyongyang ha bloccato la prima onda d’urto, con il Giappone, d’intesa con Washington e Seul, che invece puntava a nuove e pesanti sanzioni. In attesa che si sblocchi lo stallo, con la ricerca di un compromesso, Tokyo ha preannunciato che venerdì deciderà l’adozione di altre ‘linee guida’ contro la Corea del Nord, come detto dal capo di gabinetto, Takeo Kawamura.

Le sanzioni, in scadenza il 13 aprile, saranno rinnovate per un anno, rispetto ai mesi attuali, prevedendo ad esempio – in base alle indiscrezioni – l’abbassamento del limite per le rimesse dei coreani filo-Nord che risiedono in Giappone. Poche cose, comunque, rispetto ai futuri tavoli negoziali di Kim Jong-il.