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Coronavirus, non tutta l’economia è ferma. Ecco i settori che continuano a crescere

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L’economia globale si trova attualmente in una condizione di forte agonia a causa della massiccia diffusione del Coronavirus nel mondo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha di recente dichiarato lo stato di “pandemia controllata” dopo che numerose città hanno iniziato a blindarsi e ad isolarsi. L’Italia, nello specifico, sta vivendo da qualche giorno il suo primo lockdown: l’intera penisola è stata dichiarata zona protetta e di conseguenza tutti gli spostamenti sono vietati, tranne quelli necessari come fare la spesa o reperire farmaci. Stando così le cose, sono molteplici i settori del comparto economico congelati e impossibilitati a produrre; del resto le persone, non uscendo dalle proprie abitazioni, non hanno granché occasioni per far girare il contante. Tuttavia, buone notizie potrebbero arrivare proprio dal fatto che la gente, stando in casa, è orientata a consumare determinati beni piuttosto che altri, dando manforte così ad alcuni settori produttivi anziché ad altri. “Negli ultimi giorni – scrive Paolo Mossetti su Forbes – ci sono i broker che scommettono su quali saranno i comportamenti dei consumatori man mano che il virus si espanderà.
Alla borsa newyorchese hanno reagito bene agli scossoni società come Clorox, la marca leader nel segmento delle salviette disinfettanti, oppure Gilead Sciences e Regeneron, società di biotecnologia che stanno lavorando a possibili trattamenti per il Coronavirus, oppure l’azienda farmaceutica Moderna, che sta lavorando al vaccino sul Covid-19”. Sempre secondo Forbes, oltre alla crescita di marchi come Netflix e Amuchina, si registrerebbe anche un incremento delle vendite di cyclettes ed attrezzi per fare ginnastica in casa dal momento che le palestre sono chiuse.

E se il settore delle telecomunicazioni non arresta la sua scalata, a farla da padrone in quella che è stata definita la “nuova economia da Coronavirus” è senza dubbio la grande distribuzione organizzata. Nel nostro Paese infatti, la popolazione sta prendendo d’assalto i supermercati financo di notte, nonostante sia stato più volte ribadito che non è necessario riversarsi in massa nei centri dove si fa la spesa poiché gli approvvigionamenti di generi alimentari sono garantiti. Tra le cose acquistate con più frequenza troviamo la pasta, la farina, l’olio, il pane e il latte. Ma anche le piccole botteghe di quartiere si stanno risollevando “grazie” all’epidemia da Covid-19. Nell’Italia dei piccoli comuni, in molti sono impossibilitati a recarsi negli ipermercati; ecco allora che il negoziante di paese diventa un punto di riferimento, una persona di cui ci si può fidare in un periodo così incerto. Detto ciò, va ricordato che l’economia lavora a pieno regime quando tutti i settori di cui si compone riescono ad esprimersi nella loro interezza: la “nuova economia da Coronavirus” è da considerarsi l’eccezione, non la regola. L’augurio è che il nostro Paese, insieme al resto del mondo, torni a crescere e a produrre non solo beni materiali ma soprattutto ottimismo e positività. Una positività che non ha nulla a che fare con i virus ma riguarda una profonda qualità dell’animo umano.

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