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Ricerca e animali

‘Coronavirus: rispettare gli animali, combattere il fanatismo animalista’

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“Milioni di italiani convivono con animali domestici, soprattutto cani e gatti, chiamati anche “animali da compagnia”, il cui numero nelle case ha superato quello dei bambini, sempre di meno nell’Italia leader nel mondo per crollo demografico. Amare e rispettare gli animali è certamente cosa buona e condivisibile ma con un limite però, che negli ultimi anni è stato purtroppo  superato dal fondamentalismo animalista, che troppe volte sostiene che  vengono prima gli animali rispetto agli uomini, alle donne ed ai bambini, in virtù di una loro supposta indole docile e pacifica”. Così Carlo Giovanardi interviene per riportare al centro del dibattito il tema delle sperimentazioni sugli animali. Recentemente i ricercatori della University of Pittsburgh School of Medicine coordinati dall’italiano Andrea Gambotto e Louis Falo hanno annunciato che il vaccino contro il virus che causa la Covid-19 potrebbe essere disponibile prima del previsto avendo appunto superato i test sugli animali.

Una sperimentazione che per Giovanardi andrebbe estesa.

In Italia lei crede dunque che vi sia un limite eccessivo alla sperimentazione scientifica?

“In un paese libero e democratico nessuno può impedire a qualcuni di amare gli animali più degli uomini ma  purtroppo questa preferenza diventa devastante quando le lobbies animaliste, trasversalmente attive sia nel centro destra che nel centro sinistra, riescono ad imporre al Parlamento ed ai Governi leggi che privilegiano gli animali rispetto agli uomini.

Sarà utile allora ricordare , nei giorni drammatici della pandemia da coronavirus, che l’Italia  è destinataria di un procedimento di infrazione europeo per la sciagurata scelta, nella scorsa legislatura, di tradurre nel nostro ordinamento ulteriori limiti alla ricerca scientifica ed alla sperimentazione sugli animali, rispetto ai vincoli comuni dell’Unione per il rispetto del benessere animale”.

Una tesi sostenuta anche dal mondo della Scienza.

“Certo, mi vanto di aver fatto tutto il possibile in Senato nella scorsa legislatura, con l’aiuto dei colleghi Quagliariello e Compagna, per evitare questo drammatico autogol, raccogliendo gli accorati appelli di scienziati e ricercatori a cominciare dal grande Silvio Garattini, Presidente e Fondatore dell’Istituto Mario Negri di Milano. Purtroppo, con l’appoggio acritico di gran parte dei media, prevalsero allora i bufalari della vivisezione e i teppisti dell’ecoterrorismo che hanno assaltato e distrutto Centri di Ricerca  per curare Parkinson, Sla, epilessia, autismo ed altre malattie neurodegenerative come avvenne nello stabulario del dipartimento di Farmacologia dell’Università Statale di Milano”.

Sul coronavirus la sperimentazione sugli sembra poter essere decisiva, lei dunque auspica che questo sia un segnale per cambiare le cose in Italia?

“Adesso che i no vax sono ridotti a far circolare farneticanti proclami di complotti di case farmaceutiche per spiegare il coronavirus e gli animalisti se ne stanno zitti, chiusi in casa come tutti, sperando che si trovi un vaccino, dobbiamo ribadire chiaro e forte che in mancanza di valide alternative, la ricerca deve essere obbligatoriamente fatta sugli animali, con l’ impegno di tutte le forze politiche ad adeguare tempestivamente la nostra normativa a quella europea, nel rispetto del principio della sacralità del rispetto della vita umana”.

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