Corrado Veneziano, l’arte del particolare e la memoria dell’identità
18 Luglio 2013
di redazione
Da martedì 9 e fino alla fine di luglio, alla Ecos Gallery di Roma, Corrado Veneziano presenta un’antologia delle sue opere pittoriche. Del lavoro artistico di Veneziano hanno parlato, negli ultimi tempi, due intellettuali che non hanno bisogno di presentazioni, l’antropologo Marc Augè e il critico d’arte Achille Bonito Oliva. "L’arte di Veneziano trasforma i non-luoghi in spazi vitali", dice Augè. "Veneziano lavora sulla riqualificazione del luogoe che ha alle spalle il bisogno e l’impiego di una memoria: una memoria capace di ridare un “presente” a un “passato” spaziale, a un’architettura abbandonata", gli fa eco Bonita Oliva. L’atto artistico, per Veneziano, significa assumersi "responsabilità sociale", rimettere al centro elementi relegati alla periferia delle coscienze. Sempre secondo Augè, "cimentandosi con uno spazio non definito, Veneziano stabilisce e rafforza una relazione con il medesimo spazio. Egli ci consegna un elemento identitario relazionale poiché l’identità si misura proprio sul numero di relazioni che si riescono a far emergere, ed esprimere, in un determinato spazio". Il catalogo della mostra con i testi di Achille Bonito Oliva e Marc Augè saranno disponibili in catalogo (Editore Ponte Sisto). L’antologica di Veneziano è a Roma, Ecos Gallery, via Giulia 81/A.