Cosa c’è dietro lo scontro atomico tra Tremonti e Scajola

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Cosa c’è dietro lo scontro atomico tra Tremonti e Scajola

11 Giugno 2009

Caro Direttore,

sull’ultima indiscrezione di Dagospia, lo scontro al vertice tra Scajola e Tremonti, mi permetto di avanzare qualche seria riserva.

I fatti prima di tutto. Dagospia riferisce che i tecnici del Ministero di Via XX Settembre hanno appena compilato una minuziosa lista di eccezioni al pacchetto di norme che Scajola vuole licenziare. Pacchetto che contiene, tra l’altro, una serie di previsioni sul nucleare. Di qui la voce secondo cui Tremonti vorrebbe mettere i bastoni tra le ruote al nucleare.

La cosa mi pare una grossolana inesattezza! Ecco perché.

Tanto per incominciare, in campagna elettorale Tremonti aveva ripetutamente spiegato che il nucleare è un elemento chiave di rilancio delle infrastrutture del Paese. Tesi mai smentita dallo stesso Tremonti né dal suo entourage. Aveva addirittura azzardato, in caso di ritardi eccessivi o impedimenti insormontabili, di costruire le centrali oltreconfine (in Albania o Montenegro) ed importare l’energia in Italia, corrispondendo in cambio una remunerazione ai Paesi-incubatrice.

A governo insediato, la musica non è cambiata. I lavori della manovra triennale del 2008 confermano che Tremonti ha a cuore il nucleare. Il ministro dell’economia sa che il ritorno al nucleare richiederà tempi non brevi. Crede che lo Stato possa giocare un ruolo decisivo in questa partita soprattutto con uno strumento: la rimozione degli intralci legali al nucleare. “Serve un chiodo!” – cioè l’appiglio normativo per spalancare le porte alle centrali di nuova generazione – era la frase d’ordinanza dell’estate 2008.

E Tremonti – insieme al grande mattatore Berlusconi – ha fortemente favorito l’accordo quadro sul nucleare. Accordo che vedrà la Sogin operare assieme ai colossi francesi del settore (Areva in primis) per l’edificazione e messa in funzione delle nuove centrali.

Se le cose stanno così, perché Dagospia insiste a dipingere Tremonti come un antinuclearista?

Dagospia negli ultimi mesi è divenuta il teatro di una guerra (per delega) tra scajoliani e tremontiani. I due non si amano, e Scajola, che a Tremonti invidia il potere reale delle nomine in società controllate, da tempo appalesa la sua insofferenza per Tremonti.

Nel frattempo gli attacchi a Tremonti su Dagospia si fanno sempre più frequenti e velenosi: sono stati ripubblicati i pezzi di Travaglio sul caso Bell-Telecom, e Tremonti ne esce parecchio peggio di Scajola (pure chiamato insistentemente “lo steward di Albenga” per il piccolo aeroporto nella patria del ministro ligure).

Chi è il franco tiratore? Non è dato saperlo con esattezza, girano molti nomi, un paio in particolare ma Dagospia garantisce ancora l’anonimato. Forse.