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Cosa è rimasto della gara per Alitalia

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Il consorzio composto da due grandi fondi di investimento globali (TPG e Matlin-Patterson) e da Mediobanca ha annunciato di ritirarsi dalla gara per la cessione di Alitalia. I motivi? Non sono chiarissimi. Ufficialmente perché le regole per la gara si sono rivelate troppo complesse e criptiche. La notizia è preoccupante sotto diversi punti di vista.

Perché potrebbe sottendere una valutazione negativa delle prospettive della azienda. I due fondi sono attenti acquirenti. Se intervengono è perché ritengono di avere sufficiente certezza di potere ristrutturare la società e ottenere un rendimento adeguato. Se decidono di ritirarsi è perché non sono messi in condizione di effettuare le appropriate valutazioni o perché, avendole fatte, non ritengono che esista un prezzo superiore a zero a cui valga la pena di comprare. In ambedue i casi una prospettiva inquietante.

Inoltre, dei tre contendenti rimasti in gara il consorzio TPG-MP appariva come il più adatto a prendere in mano la fatiscente compagnia italiana (cfr. L’occidentale del 5 aprile 2007 L’Alitalia può decollare solo con i due fondi americani). I due fondi hanno notevoli esperienze di successo nel settore, avendo partecipazioni in vettori come Ryan Air, Tiger Airways, ATA; sono i meno permeabili alle pressioni dei politici nostrani, rispetto alla italiana Air One o alla russa Aeroflot controllata dallo Stato;  hanno le spalle grosse sul piano economico; il loro ingresso non avrebbe stravolto gli assetti concorrenziali sul mercato dei voli domestici, contrariamente a quanto accadrebbe se fosse Air One ad impossessarsi delle lucrose tratte Roma-Milano possedute da Alitalia.

Infine, la loro uscita di scena danneggia non poco la stessa procedura di gara. Poiché non si tratta di una asta competitiva sul prezzo – vince chi offre di più - , ma di un concorso a punti – il così detto beauty contest – sarebbe stato meglio disporre di tre offerte da confrontare.

Non per nulla un importante sito di commento alle notizie economiche (www.breakingviwes.com) concludeva il suo commento sulla vicenda osservando che “le gare sono in generale un buon affare  per il venditore, ma le gare andate male sono solo un grave motivo di imbarazzo”.  (Cicero)

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