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Esisto io e mi dimentico degli altri

Cosa non farebbero i giovani d’oggi per farsi notare

La giornata mondiale della gioventù che quest’anno si è svolta a Madrid ci parla di giovani diversi da quelli che finiscono sulle pagine dei giornali. Siamo abituati a parlare di giovani in difficoltà, di giovani violenti o di giovani privi di interessi che non studiano e non lavorano. Questi sono i giovani protagonisti delle pagine di cronaca che con atti di bullismo di violenza o di banale superficialità danno l’idea che il mondo giovanile non abbia altre chance. A Madrid c’erano invece dei giovani differenti da quelli di cui parliamo. Vengono da tutte le parti del mondo si organizzano e vivono in modo diverso, sono chiamati Papa Boys, appellativo riduttivo e poco significativo. Sono essenzialmente ragazzi che hanno trovato una strada diversa. Numerosi e pacifici non fanno parlare di loro e non si esibiscono.

Sono capaci di resistere al caldo di Madrid, di fare gli esercizi spirituali di pregare. Credono nelle loro idee e le affermano con il loro comportamento. Costruiscono giorno dopo giorno la loro vita con serenità e convinzione senza bisogno di clamore e di riflettori senza bisogno di sfoghi di rabbia e di violenza. Chi sono questi ragazzi? Verrebbe da dire ragazzi fortunati ragazzi normali che hanno dato un senso alla loro vita e questo li fa stare bene. Questi ragazzi fanno pensare a tutte quelle persone che non hanno bisogno di essere guardate, ricordate, immortalate perché non sono interessate a far parlare di se stesse. Sono piene della loro vita da portare avanti e quindi non hanno né il tempo né la voglia di perdersi in inutili apparizioni. Se non fosse per i raduni ai quali partecipano questi ragazzi non li conosceremo. Non esistono per il resto dell’anno perché impegnati nel loro vivere con se stessi e con gli altri. Hanno vite piene e magari accettano quell’altalenanza fra bene e male, tra felicità e dolore che rappresenta il normale corso dell’esistere.

Questi ragazzi non rompono, non incendiano, non ammazzano, non fanno i bulli; fanno altro. Ma purtroppo nessuno è particolarmente interessato a sapere chi sono e cosa fanno ragazzi così. Ci ricordiamo di loro solo quando fanno notizia con il loro raduno. E’ un po’ triste. Sono più le notizie senza senso che si rincorrono e fanno effetto che non le notizie sulle persone più preziose e speciali che conducono sicuramente vite più significative ma di cui nessuno si interessa e che non conosceremo mai. Purtroppo invece la maggior parte dei giovani oggi pensa che se non si appare e non si è guardati non si esiste. Se non si sfascia e urla non si è riconosciuti. Quindi si fa a gara per essere visti. Essere guardati anche se a fare cose orrende è meglio che non esserlo. La malattia dell’apparire ha creato persone finte che si inventano anche di essere quello che non sono pur di avere un po’ di notorietà. La cosa grave è che tutti noi siamo più attenti a quelli che appaiono e dimentichiamo gli altri. Questo ci dà un’idea fuorviata del mondo e di quello giovanile in particolare, perché è sempre riportata nelle notizie una parte di mondo che non è rappresentativa dell’universo dei giovani.

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