Ambientalismo e tradizioni

Così anche il Natale entra nel mirino delle ONG ambientaliste

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Il Natale è, ormai, alle nostre spalle, così come il decennio. Purtroppo, però, non si può dire lo stesso delle polemiche legate a questa festività. Alcune ONG europee ed ecologicamente corrette, infatti, non hanno perso occasione per non mostrarsi ridicole, perché – stando a quanto scrive Europa Today – non hanno avuto di meglio da fare nel corso delle feste, che stilare più di un rapporto sull’impatto ambientale del Natale, tanto da essere concordi nel definirlo “il più grande disastro ambientale annuale del mondo”.

Il primo ad essere messo sotto accusa è il cibo. Sempre secondo queste ONG – come si legge su Europa Today – in Italia, considerato l’intero periodo di feste, oltre 500mila tonnellate di cibo, finiscono nella spazzatura: ogni tonnellata di rifiuti alimentari produce 4,2 tonnellate di Co2. Non è, tuttavia, necessario essere ambientalisti per schierarsi contro gli sprechi, i quali, in generale, avvengono in tutti i periodi dell’anno, non solo durante le festività natalizie. È sufficiente avere buon senso.

La scure ambientalista cade, poi, sull’abete di plastica, il quale inquinerebbe più di quello naturale, perché un finto abete di 2 metri comporterebbe emissioni di Co2 pari a 40 kg, nel corso della sua produzione. Al contrario, uno vero delle stesse dimensioni assorbe naturalmente Co2 e rilascia ossigeno prima che venga abbattuto. Peccato che l’abete di plastica possa essere facilmente conservato e riutilizzato, mentre, per coprire l’annuale “fabbisogno” di abeti dell’Occidente, probabilmente, sarebbe necessario causare all’ambiente un danno notevolmente maggiore.

Infine, anche i viaggi nel corso delle vacanze sono oggetto di critiche, perché – ancora secondo Europa Today – in media, ogni europeo, percorrerà 516 chilometri, spesso in aereo. Secondo Politico “Questi chilometri aumenteranno ulteriormente le emissioni in Europa”. Peccato che queste ONG affette da “gretinismo” acuto normalmente viaggino a piedi o a cavallo.

Comunque, sarebbe bello se, ogni tanto, queste ONG si occupassero anche delle emissioni di Paesi come la Cina e l’India, altrimenti sembrerebbe proprio che vogliono toglierci pure la gioia e il divertimento del Natale.

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