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Costi politica: nasce un asse tra An e IdV

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Si annuncia un’intesa tra Alleanza Nazionale e Italia dei valori che verte su almeno due chiari obiettivi comuni: appoggio al referendum elettorale e, dal 24 luglio in poi, dopo il deposito delle firme in Cassazione, battaglia per la riduzione dei costi della politica.

Fini definisce il nuovo disegno politico “meno timido” rispetto a quello che ha proposto dal governo. Positiva, inoltre, a suo avviso, la costituzione di un intergruppo parlamentare bipartisan “per la riforma etica della politica”.

È proprio su questi due punti che si intende impostare l’asse Alleanza Nazionale - Italia dei Valori, come annunciano i due partiti nella conferenza stampa di questa mattina a Roma. La loro convergenza  in materia è tutta basata sul fair play tra i leader al tavolo allestito in piazza san Lorenzo in Lucina, Gianfranco Fini, Antonio Di Pietro, Gianni Alemanno, Silvana Mura e Leoluca Orlando.

Di Pietro definisce l’Italia dei valori coraggiosa perché, nonostante si tratti di un piccolo partito, è determinata nell’appoggiare “un referendum che mette in discussione la sua stessa esistenza”. Ma, aggiunge, “all'appello per una legge elettorale che assicuri governabilità e per una politica non come costo, ma come servizio, non potevamo che rispondere positivamente, anche con l'opposizione: ovvero con quella parte della politica che su questi temi ha coerenza e coraggio”.

 Quella con l’Italia dei valori, spiega Fini, “è un'iniziativa all'insegna di un trasversalismo positivo, che è quello che si fa nelle piazze, assumendosene la responsabilità”.

Intanto Di Pietro spiega che per superare la crisi della politica “va bene, ma non basta, il disegno di legge Santagata”, che assomiglierebbe “a un pannicello caldo”. Proprio a causa di questa debolezza del ddl presentato dal governo sui costi della politica, i due leader politici si augurano di riuscire a trovare il consenso di almeno cento parlamentari attorno a una proposta elaborata dai due partiti. Nel documento, attualmente in elaborazione, si prevede la regolamentazione delle lobbies, tetti massimi di spesa per il funzionamento degli organi istituzionali, la creazione di un'autorità indipendente per controllare l'attività politica e l'attuazione del riconoscimento giuridico dei partiti previsti nell'articolo 49 della costituzione.

Borghesi, altro esponente dell’Italia dei valori, dal canto suo, spiega che “è necessario eliminare una serie di sperperi dal bilancio della Camera, che va assolutamente modificato. E a tale proposito - aggiunge - ho presentato un ordine del giorno che prevede un assestamento del bilancio 2007, da approvare entro il mese di settembre, che tenga conto della proiezione triennale della riduzione dei costi per il 2008 e 2009; l'anticipazione della discussione del Bilancio di Previsione 2008 entro la fine dell'anno corrente ed infine la riduzione, nell'ambito del Bilancio 2008 di almeno il 10 per cento delle spese discrezionali rispetto a quelle del 2007 ed altrettanto per il 2009 rispetto al 2008”.

Dunque, conclude Borghesi “queste sono le condizioni che Italia dei Valori considera indispensabili per l'approvazione del bilancio, che, allo stato attuale, mantiene inalterata una serie di sprechi che va a tutti i costi razionalizzata, per varie ragioni, non ultima la richiesta, legittima, da parte dell'opinione pubblica, di una riduzione dei costi della politica”.

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