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Il virus in Europa

Covid-19, come se la passano i paesi del Nord Europa

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Con l’emergenza da Coronavirus stiamo assistendo a cambiamenti epocali e a grandi trasformazioni, non solo a livello sanitario ma anche sugli scenari economici di tutti i Paesi, compresi quelli che godevano di stabilità economica, come i Paesi nordici.
Secondo quanto pubblicato dall’istituto statistico norvegese Statistisk sentralbyrå, le prospettive per l’economia norvegese sono cambiate completamente. La Norvegia è già in recessione economica e probabilmente durerà per diversi anni futuri.
Secondo i dati pubblicati, il PIL norvegese è diminuito del 6,4% dal mese di febbraio a quello di marzo e da fine marzo del 14%.
Vi è grande incertezza sullo sviluppo dell’economia norvegese ed è ovvio che molto dipenderà dall’evolversi dell’epidemia. Il settore che più preoccupa è quello petrolifero, sia per quanto riguarda gli investimenti sia per il forte calo del prezzo del petrolio. Non si può infatti non tener conto che sul piano geopolitico la Norvegia è uno dei più grandi esportatori al mondo di gas e petrolio ed è, dopo la Russia, il maggior fornitore energetico di gas e petrolio ai Paesi europei.
Sul versante dell’occupazione, è stato rilevato inoltre un forte aumento dei disoccupati registrati che il mese scorso sono passati da circa 65.000 a 290.000, così come un grande calo dei consumi delle famiglie ed è emersa la previsione di una bassa crescita dei salari negli anni a venire.
Anche la Svezia, che tra i Paesi nordici è quello che ha registrato il numero più alto di contagi da Cov-Sars-2 e ha optato per un approccio strategico di mitigazione dolce dell’epidemia senza ferree chiusure, mostra prospettive economiche per niente rosee.
Il Ministro delle Finanze Magdalena Andersson ha dichiarato in conferenza stampa che la Svezia entrerà in recessione nel 2020 e che si prevede un calo del PIL del 4%, seppur l’incertezza nelle previsioni rimane ancora molto alta. Il mercato del lavoro peggiorerà in modo notevole con il calo dell’occupazione e l’aumento della disoccupazione. Previsioni confermate anche dalla Confindustria svedese, che denuncia il rischio collasso per circa 70.000 imprese. Le misure finora intraprese dal Governo si stanno rivelando scarsamente efficaci perché non tutte le aziende hanno ricevuto gli aiuti economici, in parte a causa della rigorosa burocrazia relativa alle valutazioni del rischio. I rappresentanti delle classi imprenditoriali, economisti di spicco e l’opposizione politica stanno esortando l’attuale Governo socialdemocratico a fare di più e più rapidamente, anche in ragione delle scelte governative attuate sulla gestione dell’epidemia che all’interno dell’opinione pubblica non hanno trovato largo consenso ma suscitato più di qualche perplessità.
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