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Natale in lockdown

Covid, le regole volatili e la stabilità emotiva (che non c’è)

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Francamente non riesco a capire perché questo Paese non riesca a tenere le stesse regole per almeno una settimana. Il 3 dicembre abbiamo deciso di dividere l’Italia in zone di rischio diverse, a seconda della pericolosità del Covid: gialla, arancione e rossa. Ora, all’improvviso, prima delle feste… cambio! Abbiamo scherzato, tutta zona rossa.

Un po’ come il Cashback: un provvedimento preso per invitare i cittadini a spendere nei negozi e aiutare i commercianti, salvo poi sgridarli come fossero bimbi discoli perché lo hanno fatto!

Per favore, un po’ di stabilità emotiva. Giusto chiudere dove la situazione è seria, ma giusto anche consentire un po’ di vita alle famiglie, ai commercianti, ai ristoranti, ai bar laddove il virus lo consente. Perché la Liguria, ad esempio, che oggi ha un Rt sotto lo 0,7, dovrebbe applicare restrizioni che non abbiamo preso neppure quando la situazione era ben più grave? E perché proprio nei giorni in cui, dopo un anno doloroso e difficile, famiglie e imprese vorrebbero solo prendere un po’ di respiro?

Con prudenza rispettiamo le regole, ma quelle che ci siamo dati e che stanno funzionando. Senza copiare i vicini tedeschi, che per altro risarciscono chi chiude con l’80% del fatturato. E che comunque applicheranno regole sociali meno draconiane di quelle di cui si parla qui da noi.

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