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Crimea pronta al referendum e il russo Lavrov si prende gioco dell’Occidente

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 Mentre gli Awacs, gli aerei radar della NATO, si alzano in volo al confine con l'Ucraina, la Russia ormai controlla decisamente la Crimea, le sue basi militari, Sebastopoli e la capitale, in attesa che il referendum di domenica sancisca la secessione da Kiev e l'entrata della penisola nella Federazione. In Russia riappare anche Yanukovich, l'ex presidente dato troppo presto per spacciato, mentre si apprende che in Crimea dopo il referendum sarà introdotta la lingua russa. E così mentre il giovane premier ucraino Yatseniuk si prepara a parlare al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e mentre la Banca Mondiale promette tre miliardi di dollari a Kiev, l'occidente come era prevedibile dà via libera a Putin. Il bello e' che il ministro degli esteri russo Lavrov ci prende anche in giro: dopo che la Russia ha occupato le frontiere della Crimea e non si capisce bene se sia intenzionata a marciare oltre con le sue truppe, Lavrov ha assicurato che presto Mosca presenterà le sue proposte "per risolvere la crisi Ucraina".

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