Home News Crisanti a un passo dalla candidatura al Senato. Ma dove vai se un virologo non ce l’hai…

Rassegna stampa semiseria del 20 agosto...

Crisanti a un passo dalla candidatura al Senato. Ma dove vai se un virologo non ce l’hai…

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Dai giornali di oggi:

1) La serie horror sulla riapertura delle scuole si arricchisce oggi di una nuova puntata: mascherine obbligatorie dai sei anni in su. Intanto, nel derby social tra apocalittici e integrati, spunta una nuova argomentazione: “Se in auto mettiamo la cintura e in moto portiamo il casco – dicono i primi -, perché non tutelare la nostra e altrui sicurezza indossando sempre il dispositivo di protezione personale dal virus?”. Vaglielo a spiegare che con la cintura e il casco non si respira anidride carbonica…

2) L’accordo era stato fatto, il ministro grillino ai Rapporti col Parlamento si era fatto latore della proposta ufficiale, il diretto interessato evidentemente aveva accettato di buon grado. Se non avessero alla fine rovinato tutto le risse nei partiti e fra i partiti a livello locale – come spiega il Fatto Quotidiano -, Pd e M5S avrebbero incoronato il virologo Andrea Crisanti, fra i più venerati dal regime allarmistico psico-sanitario, nientepopodimeno che con la candidatura al Senato nelle elezioni suppletive che si terranno a Verona per sostituire un parlamentare deceduto. Al confronto Pierluigi Lopalco, transitato direttamente dalla guida della task force anti-covid della Puglia alla lista regionale a sostegno del governatore uscente Michele Emiliano è un dilettante e anche un po’ sfigato, perché dovrà mettersi a cercare preferenze… Avanti il prossimo. Virologo, of course.

3) A proposito di Pd e M5S, non si placa il dibattito interno alle due forze politiche dopo il verdetto online che ha sdoganato l’alleanza. Come abbondantemente spiegato su questo giornale, la mossa serviva a Zingaretti e a Di Maio più per fermare le rispettive opa ostili di Bonaccini e Conte che per favorire un nuovo assetto sistemico bipolare. A conferma di questa interpretazione si sprecano le interviste degli esponenti delle diverse fazioni che presentano il patto ferragostano come una svolta epocale o come un peto a seconda della corrente di appartenenza dell’intervistato. L’oscar del giorno va al sindaco di Pesaro Matteo Ricci che, come da titolazione della sua intervista alla Stampa, invita i grillini a “rispettare il voto su Rousseau”. E pensare che un tempo il Pd era una cosa seria…

4) Oggi festa grande a Repubblica. Edizione straordinaria feriale della messa cantata del Fondatore, dal titolo “La lezione del Papa e quella di Draghi” (c’è da scommettere che fra cotante altitudini la sola lezione impartita sarà quella di Eugenio). E articolo di Greta Thunberg che celebra il secondo anniversario dell’avvio dei suoi “Fridays for Future”. Ma con la didattica a distanza fare sega per il clima vale lo stesso?

5) Alla convention dei democratici americani ieri è stato il giorno di Obama. Dalle giaculatorie dei giornaloni pare di capire che Barack sarà la vera anima della campagna di Biden. Continuano le buone notizie, insomma. Manca solo un ruolo di primo piano alla Ocasio Cortez ed è fatta. Per Trump.

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