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Crisi di Governo, la guerra di nervi tra Renzi e Conte e il travaglio del centrodestra

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Roma - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, 27 gennaio 2021. (Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

La crisi di Governo continua a procedere nel segno della guerra di nervi tra il premier Giuseppe Conte e il leader di Italia Viva Matteo Renzi. Il rapporto tra il presidente del Consiglio e l’ex rottamatore fiorentino è infatti il perno su cui gira la ruota del prossimo Esecutivo e il discrimine tra un Conte ter e un Governo istituzionale senza Conte, con le elezioni anticipate che appaiono sempre più come scenario residuale.

Da un lato l’avvocato del popolo sa che per sperare in un bis personale deve ricucire con l’avversario-alleato, ma non vuole tendere la mano prima di avere costruito (o tentato di farlo) una propria maggioranza che renda Renzi utile sì a una sopravvivenza con meno patemi, ma non essenziale. Dall’altro l’ex segretario Pd continua il suo gioco d’azzardo e alza la posta, pur consapevole che se dovesse tirare troppo la corda, davanti a un improvviso precipitare della situazione con lo spettro delle elezioni anticipate (che con questa legge elettorale sancirebbero quasi certamente la fine di Italia Viva), perderebbe buona parte della propria truppa al Senato.

In questo clima di tensione Pd e 5 Stelle, ricordiamo primo e secondo partito alle elezioni del 2018, giocano al momento un ruolo da comprimari con i Dem che non sono più così sicuri di puntare solo su Conte e con i 5 Stelle che continuano, almeno a parole, a sventolare la bandiera del Conte o muerte. Il problema è che ormai i tempi sono strettissimi. Oggi pomeriggio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sentirà per le consultazioni gli esponenti di Italia Viva e del Pd e – al di là dei tatticismi – quello che verrà riportato al Capo dello Stato sarà decisivo per la scelta dell’affidamento del nuovo incarico.

Parallelamente alla tensione della maggioranza (o presunta tale) fa da contraltare il travaglio del centrodestra. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia nelle intenzioni vorrebbero salire insieme al Colle domani pomeriggio per le consultazioni, ma le posizioni dei tre partiti appaiono ancora lontane e nelle prossime ore sarà indispensabile arrivare a una sintesi. Ferma sull’ipotesi di elezioni anticipate è Fratelli d’Italia, mentre qualche timida apertura a un Governo istituzionale arriva dalla Lega, la cui posizione si è fatta decisamente più articolata, con Forza Italia decisamente contraria a un ritorno al voto. Mentre il cosiddetto “Gabinetto di Guerra”, con tutti i partiti invitati a partecipare e in grado di affrontare le emergenze, è da tempo la proposta avanzata da Idea-Cambiamo. Proposta che negli ultimi giorni sta intercettando consensi in Forza Italia e, in parte, anche nella Lega, pur con diversi distinguo. Tutto questo senza scartare la disponibilità da parte di una fetta del centrodestra di partecipare a un percorso eminentemente parlamentare in grado di mettere in campo quelle riforme istituzionali, non esclusivamente la legge elettorale per intenderci, da tempo ritenute necessarie al Paese. Insomma, i tre partiti di centrodestra al momento sono uniti solo dal “No a un Conte ter fotocopia del Conte bis”, un po’ poco per definire questo minimo comune denominatore una linea d’intenti condivisa.

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