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Verso il Conte ter

Crisi di Governo, Mattarella punta al Conte ter. Ma l’alternativa del governo istituzionale resta in campo

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto questa sera al Quirinale il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico e gli ha affidato il compito di verificare la possibilità di una maggioranza politica composta a partire dai gruppi che sostenevano il Governo precedente. Il Capo dello Stato ha chiesto a Fico di riferire entro la giornata di martedì. Lo ha detto il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti. E’ questa la svolta politica arrivata in serata dopo che le consultazioni di oggi hanno visto protagonisti M5S e centrodestra.

Insomma, Mattarella, preso atto del sì dei 5 Stelle a Renzi, punta a un Conte ter che passi da un mandato esplorativo e, allo stesso tempo, sa di avere – dovesse Fico fallire – un margine politico per evitare le urne, rappresentato da un Governo istituzionale.

A lasciare nelle mani del Capo dello Stato la carta di un Governo non vincolato alla presenza di Giuseppe Conte è stato proprio il centrodestra che oggi ha trovato un minimo comune denominatore nella apertura a un Governo forte in alternativa alla famosa ‘via maestra’ delle elezioni. E la misura di questa forza dell’esecutivo, Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Cambiamo hanno detto di volerla misurare non sui nomi o su un veto a Conte tout court, ma sulla possibilità di aperture vere a tutto l’arco parlamentare.

Ovviamente le forze politiche della coalizione di centrodestra interpretano questo punto di sintesi in modo diverso (si va dalla intransigenza della Meloni alle posizioni concilianti di Toti, con tutte le sfumature del caso), ma per la prima volta – a differenza della prima fase – anche formalmente l’opposizione non indica a Mattarella le urne come unica via d’uscita. Un cambio di rotta unitario che ha comportato per Fratelli d’Italia una ammorbidimento alla linea ‘dura e pura’, ma che soprattutto ha consentito di disinnescare una possibile uscita alla ‘liberi tutti’ di Forza Italia verso le spiagge della attuale maggioranza. Una tentazione che ovviamente resta nella mente, non tanto a livello strategico quanto individuale, di una parte dei berlusconiani, ma che significherebbe – in prospettiva elettorale, anche fosse a fine legislatura – mettere a rischio una vittoria di coalizione di centrodestra che al momento appare scontata.

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