Crisi. Draghi: “Stop ai grandi salvataggi a spese dei contribuenti”

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Crisi. Draghi: “Stop ai grandi salvataggi a spese dei contribuenti”

Crisi. Draghi: “Stop ai grandi salvataggi a spese dei contribuenti”

09 Dicembre 2009

Il fenomeno del "troppo grande per fallire" non deve più tornare a pesare sulle tasche dei contribuenti. È il cosiddetto "moral hazard" "posto dalle istituzioni troppo grandi, troppo complesse o troppo interconnesse per fallire" che secondo il presidente del Financial Stability Forum, Mario Draghi, "è fondamentale" ridurre.

Il Governatore della Banca d’Italia lamenta, nel suo intervento al Congresso del Ppe, che "l’ampio supporto fornito durante la crisi per scongiurare il pericolo di un collasso sistemico ha concretamente accentuato il moral hazard". E si chiede: "Per quale motivo gli istituti non dovrebbero ritenere che le autorità siano pronte a correre in loro soccorso laddove la situazione finanziaria tornasse a peggiorare?".

Draghi rileva, inoltre, che molti istituti bancari, invece di ridimensionarsi "hanno assunto dimensioni ancora maggiori in conseguenza della operazioni di fusione attuate per fronteggiare la crisi". Mentre il "moral hazard" "impone ai contribuenti pesanti oneri futuri e rappresenta una grave minaccia alla salvaguardia di un sistema basato sul mercato".

Secondo il numero uno di Bankitalia, "è troppo presto per iniziare a ritirare il sostegno pubblico" ma sottolinea che invece è il momento giusto "per iniziare a progettare le nostre exit strategies". Draghi ribadisce infatti che "è estremamente importante rassicurare il pubblico che i governi e le banche centrali sono impegnate ad assicurare la stabilità dei prezzi e la sostenibilità delle finanze pubbliche, e che sono pronti ad agire con decisione appena le condizioni economiche lo permetteranno".

Dopo aver puntualizzato che "il completamento e l’attuazione della riforma finanziaria resta pertanto un imperativo chiave, sia a livello nazionale sia internazionale" Draghi sintetizza i tre diversi tipi di approccio ai quali sta lavorando il "Financial Stability Board", su input del G20 di Pittsbugh, per ridimensionare il fenomeno del "moral hazard". Proposte da definire entro ottobre 2010 nella consapevolezza, sottolinea, che "non sarà possibile individuare soluzioni immediate e universali".

Il primo "prevede la riduzione delle probabilità di un fallimento di un istituto a rilevanza sistemica e del relativo impatto sul resto del sistema" stabilendo "un più stretto legame tra requisiti patrimoniali e di liquidità e i costi degli effetti di contagio al sistema". In questo senso le "Autorità esamineranno la possibilità di un aumento del capitale legato al grado di rilevanza sistemica, valutando anche il ruolo svolto in tale contesto dai nuovi strumenti finanziari, quali ad esempio il capitale di riserva o altri schemi assicurativi".

Il secondo approccio "riguarda il miglioramento della capacità di risoluzione attraverso lo sviluppo schemi di riferimento credibili per gli istituti finanziari di grandi dimensioni e strettamente interconnessi; tali schemi dovranno essere strutturati in modo tale da consentire la continuità operativa delle attività principali della banca fallita, oltre che prevedere che le perdite vengano sopportate dagli azionisti e dai creditori ordinari". Si sta inoltre lavorando "al miglioramento ex ante del livello di prontezza e della capacità di risoluzione delle crisi, anche attraverso il ricorso alle ‘dichiarazioni di volonta".

Il terzo si basa "sul rafforzamento dei mercati e delle infrastrutture finanziarie al fine di ridurre i rischi di contagio". Una formula che prevede "anche il trasferimento dei derivati OTC su piattaforme di scambio o di compensazione centralizzate".

Il presidente del Fsb si sofferma anche sul nodo-remunerazioni rilevando che diversi Paesi si sono già allineati agli standard proposti dal Fsb. Standard che "riguardano la struttura e la gestione delle remunerazioni e sollecitano gli istituti bancari, per ragioni di ordine prudenziale e di politica pubblica, a ridurre i livelli di remunerazione per tutto il tempo necessario ad ottenere un livello patrimoniale adeguato". Secondo il Governatore della Banca d’Italia "è fondamentale che le autorità agiscano collettivamente con determinazione se vogliono dissipare la speranza che tutto possa tornare come prima".