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I riflessi in Italia

Crisi finanziaria. Alle 15 il Consiglio dei Ministri

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E' convocato per le 15 di oggi a Palazzo Chigi il prossimo Consiglio dei Ministri, che si riunirà per prendere in esame il decreto-legge con le misure urgenti. Obiettivo: garantire la stabilità del sistema creditizio.

Si tratta del primo CdM  dopo quella che è stata ribatezzata come "la settimana  nera", che ha visto le borse di tutto il mondo precipitare sui timori crescenti di una recessione mondiale innescata dalla crisi finanziaria. Vale infatti la pena ricordare come sulla scia dei mercati statunitensi e poi di quelli asiatici  gli eurolistini sono caduti in picchiata chiudendo, venerdì, sui minimi di giornata.

Oggi i titoli sono tornati a salire: le principali piazze del Vecchio Continente e d'Oriente hanno reagito positivamente alle misure per il salvataggio degli istituti in difficoltà. La Banca Centrale Europea, la Banca d’Inghilterra e la Banca Centrale Svizzera hanno annunciato l’intenzione di procedere ogni mercoledì a un piano di immissione di liquidità illimitata in dollari nel sistema interbancario, della durata di una settimana, per far fronte alle "tensioni elevate" sui mercati. Il piano anticrisi varato dai leader dell’Unione Europea ha così fatto respirare le borse Europee e a  guidare i guadagni è proprio piazza Affari  che estende i guadagni oltre i 7 punti percentuali. Seguono Londra a +6,48%, Parigi a +7,34% e Francoforte a +6,5%.

A dare fiducia al mercato ma anche ai risparmiatori hanno sicuramente contribuito le parole del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che in chiusura del CdM di mercosledì aveva detto: "Nessuna banca fallirà e nessun risparmiatore è a rischio. Vorrei dire a tutti gli italiani che devono stare sereni". A fargli eco, in quella occasione, era stato il Governatore di Bankitalia Mario Draghi, secondo cui "il sistema bancario italiano garantisce i risparmiatori nel modo più efficiente in Europa. Stiamo solo mettendo da parti armi che speriamo di non usare".

Le misure adottate in quel CdM (che verranno riprese in esame oggi alle 15) non mirano al risanamento delle banche ma a sostenere ipotetiche sofferenze patrimoniali (il Ministero dell’Economia infatti si impegna a sottoscrivere eventuali aumenti di capitale qualora la Banca d’Italia accerti una certa inadeguatezza patrimoniale e la banca interessata presenti un “programma di stabilizzazione e rafforzamento” efficace, della durata di almeno 36 mesi). Insomma,  per garantire  stabilità alle banche  il governo ha deciso di mettere a disposizione un fondo di 20 miliardi di euro. Il governo assicura inoltre che i depositi bancari saranno garantiti sempre e comunque e che si creeranno formule di sostegno alle piccole e medie imprese per quanto riguarda l’accesso al credito.

 

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