Crisi finanziaria. Super bonus, Obama tassa Wall Street e punisce le banche
14 Gennaio 2010
di Redazione
"I super bonus ai manager sono un’oscenità". Per questo Barack Obama ha creato una "tassa su Wall Street" con la quale si recuperà parte del bailout con l’obiettivo finale di arrivare a far restituire "ogni singolo centesimo degli americani speso per salvare le banche".
Il presidente americano ha annunciato così il piano per recuperare più di 100 miliardi di dollari dei fondi spesi per il salvataggio delle banche, a partire dall’ottobre del 2008, attraverso una tassa straordinaria alla banche.
In questo modo l’amministrazione Obama ritiene che il costo del bailout per il governo scenderà a 117 miliardi di dollari rispetto ai 341 stimati ad agosto. In tutto il Congresso ha approvato 700 miliardi di dollari di bailout, ma le principali banche hanno ripagato i loro debiti più velocemente di quanto previsto. "Il mio impegno è recuperare ogni singolo centesimo dovuto al popolo americano" si legge in una dichiarazione di Obama in cui si fa un esplicito riferimento al fatto che la nuova tassa, che verrà applicata imponendo una formula ponderata sul passivo di bilancio, sia una risposta ai super bonus che le banche stanno pagando ai manager e che provocano rabbia frustrazione tra gli americani ancora colpiti dalla crisi.
"La mia determinazione a raggiungere questo obiettivo viene rafforzata quando vedo gli enormi profitti e gli osceni bonus di compagnie che devono la loro stessa sopravvivenza al popolo americano che ancora non è uscito dalla crisi e continua a fronteggiare le difficoltà della recessione", ha concluso il presidente. La Financial Crisis Responsibility Fee rimarrà in vigore per almeno 10 anni e si applicherà solo alle banche più grandi del Paese.
