Crisi georgiana. Holbrooke: “L’obiettivo di Mosca è rimuovere Saakashvili”
10 Settembre 2008
di Redazione
Tensione Usa-Federazione russa.
L’ex ambasciatore Onu Richard Holbrooke, in un’intervista al "Corriere della sera", ha detto che l’obiettivo della Russia nel conflitto con la Georgia non è quello di garantire l’indipendenza delle due regionei separatiste dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia, ma quello di effettuare un cambio di regime a Tbilisi, rimuovendo il presidente Mikhail Saakashvili.
"Che sia chiaro: la crisi georgiana – ha affermato Holbrooke – non è su Ossezia e Abkhazia, che sono servite solo a farla esplodere. Il punto è il tentativo della Russia di rovesciare il governo di un paese confinante, per ricreare una sorta di sfera d’influenza sul modello dell’Unione sovietica".
"Devo ricordare – ha precisato l’ex ambasciatore Onu – che fu Putin a definire il crollo dell’Urss la più grande tragedia geo-strategica del Ventesimo secolo?".
Holbrooke non adotta la definizione di nuova Guerra fredda per la situazione attuale.
"La Guerra fredda – ha spiegato il diplomatico – fu uno scontro ideologico globale tra due Superpotenze, due campi, due fronti, che coinvolse il mondo intero. E non è questo il caso".
"Tuttavia – ha proseguito Holbrooke – è finito quel periodo durato quasi vent’anni, durante il quale la Russia aveva evitato di proiettare il suo potere fuori dai suoi confini, inviando truppe in paesi stranieri".
L’annuncio di ieri di Mosca dell’invio di circa 8mila uomini nelle due repubbliche separatiste, secondo Holbrooke, è un’ulteriore prova del tentativo di rovesciare Saakashvili.
Holbrooke, comunque, è contrario all’ipotesi, ventilata dal candidato presidenziale repubblicano John McCain, di un’immediata punizione per la Russia.
Invece, propone "uno sforzo diplomatico" già in atto e "un piano massiccio di aiuti economici alla Georgia", che parta da una conferenza internazionale di donatori simile a quella di Petersburg sull’Afghanistan.
"Senza quest’aiuto economico – ha concluso Holbrooke – la Georgia sarà alla bancarotta con gravi conseguenze politiche, che aiuterebbero i russi a conseguire il loro vero scopo".
