Crisi. Grecia: asse Sarkozy-Merkel per aiutare Atene

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Crisi. Grecia: asse Sarkozy-Merkel per aiutare Atene

Crisi. Grecia: asse Sarkozy-Merkel per aiutare Atene

11 Febbraio 2010

I leader dell’Ue, che oggi si riuniscono a Bruxelles in un vertice straordinario anticrisi, sono chiamati a dare una risposta forte all’emergenza Grecia, per evitare il contagio della situazione ad altri Paesi della zona euro.

Alcuni Paesi, Francia e Germania in testa, sarebbero pronti a sostenere finanziariamente Atene. Ma non tutti sono d’accordo, mentre resta da sciogliere il nodo del trattato di Maastricht che vieta il salvataggio di membri della zona euro. Quasi certamente, comunque, i 27 invieranno un messaggio ai mercati per tentare di fermare le speculazioni che la scorsa settimana hanno fatto tremare le Borse europee.

Ieri, alla vigilia del summit dei capi di Stato e di governo della Ue, a dare il senso della gravità del momento sono state sia la riunione dell’Eurogruppo convocata d’urgenza in teleconferenza da Jean-Claude Juncker, sia quella straordinaria del board della Bce a Francoforte. E proprio Juncker, insieme al presidente dell’Eurotower Jean-Claude Trichet, riferiranno sulla situazione al tavolo dei leader. Con questi ultimi chiamati a prendere decisioni politiche da tradurre in azioni concrete dall’Eurogruppo e dall’Ecofin, che si riuniranno a Bruxelles lunedì e martedì. A dare la linea, come spesso accade, dovrebbe essere l’asse franco-tedesco, con il presidente Nicolas Sarkozy e la cancelliera Angela Merkel che hanno annunciato una conferenza stampa congiunta nell’ambito del vertice, per presentare "proposte concrete".

Non è ancora chiaro se si tratterà di une vero e proprio piano di salvataggio della Grecia, magari da applicare anche a possibili futuri casi di emergenza. Su questo le notizie sono contrastanti, anche perchè c’è sempre da superare l’ostacolo rappresentato dalla clausola del "no bail out" che vieta la concessione di aiuti finanziari a Paesi della zona euro. Un modo per aggirare il trattato potrebbe essere quello di prestiti bilaterali concertati con le istituzioni della Ue. E sia Berlino che Parigi sembrerebbero intenzionate a esplorare questa strada. Dal canto suo il premier greco, Giorgio Papandreou, ricevuto ieri all’Eliseo, ha ribadito come il suo governo, nonostante le tensioni sociali che stanno montando nel suo Paese, sia "pronto ad adottare tutte le misure necessarie" per ridurre il deficit di quattro punti nel 2010 dall’attuale 12,7%, per rispettare l’impegno di riportarlo sotto il 3% entro il 2012.