Crisi. Marcegaglia: “Con riforme, l’Italia può arrivare a crescere del 2%”
24 Settembre 2010
di Redazione
"Abbiamo una crescita troppo bassa dobbiamo fare tutti quanti di più. Non chiediamo di crescere al 3,4% come la Germania, ma al 2% come la media europea". Così la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha replicato al ministro Brunetta.
"La Germania – ha detto Marcegaglia entrando al convegno organizzato da Confindustria su occupazione e competitività – ha una crescita non raggiungibile, ma con le riforme si può avere una crescita pari alla media europea".
La leader degli imprenditori ha ricordato che "abbiamo perso tra fine 2008 e il 2009 circa il 6%, che è una delle perdite maggiori nella Unione Europea. Abbiamo perso un pò più della Germania. Ora stiamo uscendo dalla crisi ma crescendo meno della media europea". "L’Italia – ha proseguito Marcegaglia – stima una crescita dell’1,2% , la media Ue è dell’1,7%, la Germania cresce del 3,4%. Dobbiamo concentrarci tutti sulla crescita, imprese, sindacati e politica".
Tra le questioni da affrontare, sottolinea il presidente di Confindustria, il dossier sul nucleare. "Serve un ragionamento laico", ha detto durante il suo intervento alla seconda assise regionale. "Il paese – ha aggiunto Marcegaglia – ha un problema molto serio che riguarda il costo energia, con un gap del 30-40% del costo per quanto riguarda le imprese rispetto ai competitori, e abbiamo un problema di sicurezza energetica perchè noi importiamo il 70-80% di gas e petrolio dall’estero, e non lo importiamo dalla Svizzera e dalla Germania, ma da Russia, Ucrania e Algeria; paesi che possono decidere, da un momento all’altro, politiche differenti". "Se vogliamo ridurre le emissioni del 20% di Co2, dobbiamo fare delle scelte – ha esortato Marcegaglia – Il tema del nucleare non va affrontato con l’ideologia. C’e chi dice sì, il nucleare a qualsiasi costo, c’è chi dice no a qualsiasi costo. Noi non ci iscriviamo né all’una, né all’altra. Noi facciamo un’analisi concreta".
"Dal nostro punto di vista – ha proseguito – guardando i dati, se vogliamo ridurre il costo dell’energia, dipendere meno dall’estero, e raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati in Europa, dobbiamo fare il nucleare, non abbiamo scelta alternativa. E su questo dobbbiamo aprire un ragionamento laico e serio". Marcegaglia ha concluso invitando a "un atteggiamento di discussione molto aperta e franca, basata sui dati e non su chiusure a priori".
