Crisi. Romani: “Potevamo gestirla, ma Tremonti latitava”
16 Novembre 2011
di Redazione
"Avremmo potuto gestire noi questa crisi. Purtroppo da settembre in poi qualcosa non ha funzionato". A dirlo il ministro uscente dello Sviluppo economico, Paolo Romani, in un’intervista al Corriere della Sera in cui accusa Giulio Tremonti di aver "latitato". Tremonti "era ossessionato dai conti pubblici. Un’ossessione legittima, a patto però di sostenerla con misure che prevedessero anche un pò di crescita", afferma Romani.
Al ministero dello Sviluppo economico, racconta, "sono venuti tutti i ministri, da Brunetta alla Carfagna. Tirammo fuori cento idee per rilanciare l’economia del Paese, tutte a costo zero", ma "tecnicamente è il ministero dell’Economia che deve verificare che ciascuna proposta stia economicamente dentro la legge di stabilità e dare il via libera, e purtroppo Tremonti non era d’accordo. Non rispondeva al telefono, non si faceva trovare, oppure ti faceva mezza battuta polemica in corridoio. È così – dichiara – che siamo finiti dentro la crisi".
Sulle eventuali responsabilità della Lega, "i guai della maggioranza sono stati tutti dentro il Pdl", sottolinea Romani. "La Lega è stata un alleato fedele". In merito al governo tecnico, "mi auguro che riesca nell’ impresa di rispondere a tutte le richieste contenute nella lettera della Bce. Detto ciò, sia chiaro che un secondo dopo noi ci aspettiamo che Monti restituisca al popolo sovrano la possibilità di scegliersi un governo".
