Crisi. Scajola: “Primi segnali di rallentamento”

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Crisi. Scajola: “Primi segnali di rallentamento”

27 Aprile 2009

"La situazione economica è complessa, ma cominciano a manifestarsi i primi segnali di rallentamento della crisi". Così il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola intervenendo all’assemblea generale di Api Torino commenta l’indice di produzione destagionalizzato che ad aprile segna su marzo una variazione positiva di +1,5%. "I dati complessivi sul trimestre sono ancora negativi – osserva il ministro – ma i dati sull’auto a marzo e i dati complessivi sull’export di aprile e sul comparto industriale indicano un segnale di lieve ripresa che fa pensare che i provvedimenti del governo siano utili e che la congiuntura negativa internazionale stia volgendo alla fine, e noi così ci auguriamo".

Sottolineando la necessità di "guardare con fiducia alla capacità del nostro sistema produttivo di reagire e di essere competitivo sui mercati internazionali", il ministro ha poi aggiunto che "tutti coloro che hanno azzardato previsioni nell’ultimo periodo le hanno sbagliate. Io non appartengo nè ai corvi, nè ai falchi e neanche alle colombe ma a chi pensa con ragionevolezza che la crisi finanziaria, che è diventata anche crisi dell’economia reale, è superabile come dimostrano gli ultimi dati sul mese di aprile". In particolare per il ministro a contribuire in maniera determinante all’avvio della ripresa saranno i fondamentali sani dell’economia. "Piccole e medie imprese, banche che hanno tenuto il risparmio, il risparmio e il patrimonio delle famifglie italiane, il debole indebitamento delle imprese -ha detto Scajola- sono i fondamentali che faranno uscire l’Italia meglio di altri Paesi da questa crisi. Certo ci saranno ancora momenti di difficoltà ma, se continueremo a lavorare insieme -ha concluso il ministro rivolto alla platea dei piccoli e medi imprenditori- con determinazione e senso di responsabilità riusciremo a salvaguardare lo straordinario patrimonio imprenditoriale di cui l’Italia dispone e ritrovarci più forti e competitivi quando la crisi sarà finita e l’economia mondiale ricomincerà a crescere".