Crisi. Tremonti: “Bene Berlusconi, servono messaggi di fiducia”
28 Giugno 2009
di Redazione
"Che ci sia la crisi e che sia in atto lo abbiamo sempre detto. Quando c’è una crisi il messaggio deve dare di fiducia". Così – intervenendo a In Mezzora su Rai Tre – il ministro dell’Economia Giulio Tremonti sui dati della crisi che istituti, enti e media diffondono e sull’intervento del premier Berlusconi al riguardo. Secondo Tremonti serve invece "un po’ di calma, un po’ meno di televisione e un po’ meno show: sarebbe un bene per tutti".
"Il Presidente Roosevelt durante la grande depressione – cita Tremonti – diceva ‘uscite di casa, andate a mangiare una bistecca, andate al cinema. L’unica cosa di cui dovete avere paura diceva agli americani è la paura stessa’. Questo – spiega il titolare del Tesoro – è il senso del messaggio di Berlusconi. Non è rimuovere la crisi. Proprio perchè c’è e lo sappiamo – rimarca il ministro- non ha senso dirlo tutti i giorni in Tv in modo ossessivo". "Tutti questi centri – prosegue Tremonti – che, per inciso non hanno previsto la crisi, una volta davano le notizie in sede tecnica, nei bollettini. Ma qui ogni giorno c’è uno che dice una roba e gli altri" alzano il tiro "facendo a gara. Se diventi importante perchè vai in Tv e dai annunci catastrofici, fai del bene a te ma fai del male ai lavoratori e alle famiglie. I bollettini statistici ufficiali vanno sempre pubblicati" ma "un po’ si esagera di questi tempi, non facendo del bene, ma facendo del male alle famiglie, a chi ci ascolta". Il presidente del Consiglio, rimarca Tremonti, "ha detto solo di stare attenti" e "non ha detto di non dare pubblicità" ai media che fanno allarmismo. "Ricordo – ha proseguito – una volta a Berlino in un vertice con i capi di Stato e di Governo, ci fu un capo di Stato che ricevette un applauso generale quando invitò i media non a non dare le notizie ma ad abbassare i toni".
"Venerdì ho discusso a lungo con il segretario generale dell’Ocse su un lavoro comune che stiamo facendo. La nostra posizione in Europa – sottolinea Tremonti in riferimento al rapporto dell’Italia con le istituzioni europee – è una posizione di collaborazione e di lavoro comune". "Berlusconi – tiene poi a chiarire il ministro – non ha detto di non dare pubblicità ai giornali che fanno disfattismo. Ha detto di stare attenti. È inutile – dice Tremonti spiegando di riportare l’esempio fatto da un collega europeo – che noi diamo gli stimulus come può essere il credito per comprare un automobile o quello per il frigorifero, se poi la famiglia che lo riceve, accende la televisione e riceve un’onda di messaggi negativi. Ecco il senso politico della dichiarazione di Berlusconi e io – afferma – la condivido". Poi, sollecitato a rispondere in qualità di ministro del Tesoro e quindi azionista della Rai, ha affermato: "La Rai fa mediamente una buona informazione. Ed è la media che conta. Noi siamo un grande paese libero e la Rai – ha ribadito – fa bene il suo mestiere".
Il ministro parla poi delle misure contenute dal Dl anti-crisi presentato la scorsa settimana: "La mia impressione è che incontrino un largo consenso fra le imprese e i lavoratori". "Credo che altri Paesi non abbiano fatto tutto questo, penso che abbiano fatto di meno", dice ancora Tremonti dicendosi convinto che "molte di queste misure avranno un effetto progressivo e positivo". Per le imprese "abbiamo fatto quello che potevamo, adesso tocca anche alle imprese: possono, se credono in questo paese, destinare una quota dei loro utili all’investimento in macchinari". E non solo nella grande industria: "Uno è detassato anche compra un carrello o un macchinino per il suo capannone. C’è tanta informazione sbagliata". Le misure – secondo il ministro – incontreranno favori anche fra i lavoratori dipendenti: "piuttosto che andare in cassa integrazione – spiega infatti – resti in azienda" senza "perdere i collegamenti ed entri anche psicologicamente in una fase difficile". Poi – ha proseguito il ministro – "abbiamo segato un po’ le commissioni bancarie; ci sarà gas a buon mercato per l’industria e le famiglie: ci sono provvedimenti importanti per l’export. Credo molto nelle reazioni della gente nei prossimi giorni".
Ma Tremonti sostiene che la vera riforma che cambierà l’Italia è la riforma federale. Poi c’è la questione delle pensioni e dell’adeguamento alla sentenza della Corte di Lussemburgo che, spiega, "è un punto su cui dobbiamo discutere nei prossimi giorni". Il riferimento è alla violazione riscontrata dalla Corte di Giustizia europea da parte dell’Italia sulla differenza di assegno pensionistico di vecchiaia tra uomini e donne nella pubblica amministrazione. Violazione a seguito della quale si aperta, il 25 giugno scorso, la procedura di infrazione della Commissione Ue.
Poi Tremonti prende le difese del governo e fa piazza pulita delle voci che vorrebbero Silvio Berlusconi in difficoltà come premier a causa delle sue vicende private: "Il governo è fortissimo e finirà tutta la legislatura". I Governi – ha aggiunto – "sono forti se hanno il sostegno del Parlamento. Se non hai il Parlamento non sei forte. Nel Parlamento italiano c’è una voglia di sostegno al governo forte". Sui quotidiani si è da tempo ventilata l’ipotesi di un governo tecnico che, a parere del ministro dell’Economia, "avrebbe un tempo di vita inferiore a quello di uno yogurt". "Il governo italiano – insiste il titolare del ministero di via XX Settembre – finirà la legislatura con un crescendo di forze che corrisponde al crescendo di debolezza dell’opposizione. Si può inventare quel che si vuole, ipotizzare scenari… ma l’unico scenario che tiene è che il governo è fortissimo e continuerà a essere fortissimo".
E sull’inchiesta partita dalla procura di Bari negli ultimi mesi che hanno coinvolto la vita privata di Berlusconi, il ministro Tremonti risponde: "Ma le pare che le indagini, invece di farle sulla Sacra Corona Unita si fanno su robe del genere?". Il premier – ha aggiunto, "lavora per gli italiani". Secondo Tremonti "c’e un blocco di persone che pur di fare del bene e se stessi, convinti che il bene per loro sia fare il male agli altri, fanno del male agli italiani, all’Italia. Questo non lo trovo accettabile".
"Guardiamo all’esempio del terremoto – ha osservato Tremonti sottolineando un esempio dell’impegno del presidente del Consiglio – abbiamo lavorato insieme al decreto per le prime misure di emergenza fino alle due di notte. Poi la mattina dopo, alle nove, lo abbiamo presentato al Cdm a L’Aquila". "Questo è ciò che conta. Il resto è essere guardoni o esagerare". "Frequento molte persone all’estero – aggiunge il ministro – e tutti riconoscono a Berlusconi di avere una grandissima leadership, una grandissima forza di carattere e politica. Mi sembra che anche gli italiani lo apprezzino. In un Paese serio -conclude il ministro dell’Economia- le persone serie dovrebbero valutare questo. Il resto sono solo esagerazioni".
