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Crollato il modello Roma ora Alemanno deve ricostruire

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Gianni Alemanno è il nuovo sindaco di Roma. Una vittoria sulla quale appena un mese fa veramente in pochi avrebbero scommesso. Fin dal primo scrutinio di appena cinquanta sezioni su 2600 si era definito il risultato. Alla fine il distacco è stato addirittura di centoventimila voti: più di sette punti percentuali.

Una dura lezione alla iattanza con cui il centrosinistra ha condotto la campagna elettorale in queste due settimane tra il primo e il secondo turno. Per capire a che livello fosse arrivata la presunzione degli sconfitti basta risentire la sicumera con cui Rutelli diceva: "Alemanno deve recuperare ottantaduemila voti. Uno stadio, una città di medie dimensioni". Oppure: "Consiglio ad Alemanno di accettare quel posto da ministro che gli hanno promesso!". O ancora l'icona della romanità de sinistra, Sabrina Ferilli, che all'ultimo comizio con Rutelli e Veltroni, ha detto col suo accento poco romano e molto di Fiano: "A gonfronto con questa ggente della destra che si candida a governare Roma anch'io me sento Schopenhauer".

I romani hanno detto stop al modello Roma di cartone, fatto solo di quinte sceniche, preparate per una rappresentazione dietro la quale la città stava agonizzando, sfuggita completamente al controllo dell'amministrazione. I cittadini hanno investito in uno schieramento che ha sempre privilegiato la concretezza amministrativa alle paillettes da tappeto rosso.

Ora comincia una stagione nuova nella quale il neosindaco non dovrà avere timori reverenziali, nè ovviamente dar seguito a rese dei conti. Ma d'altra parte Alemanno l'ha chiarito subito. Si tratterà di rimboccarsi le maniche per affrontare con impegno e rigore le emergenze della Capitale. Prima di tutto la sicurezza. Che non vuol dire lanciare, come ha cercato di contrabbandare il centrosinistra, un'assurda caccia all'extracomunitario, ma far tornare il dominio della legge: chi commette reati va in galera e ci rimane fino all'ultimo giorno di pena. 

Siccome, al di là del buonismo e degli slogan della "città dell'accoglienza", la realtà delle statistiche ci racconta che la maggior parte dei reati sono commessi da cittadini stranieri, evidentemente si dovrà dar seguito a quegli allontanamenti che non si sono compiuti in questi anni. In tutte le città d'Europa, amministrate da destra e sinistra,  non si hanno complessi nel far rispettare la legge, nel chiedere conto a chi vaga senza fissa dimora.

A Roma invece in questi anni si è sempre ritenuto che pretendere il rispetto, anche da parte degli extracomunitari, degli stessi doveri che si chiedono agli italiani fosse una misura liberticida, in sintesi fascista. Poi si è capito che stava per esplodere la pentola, ma evidentemente i romani non sono scemi. Si sono ricordati che fino a un anno fa Veltroni definitva Roma la città più sicura d'Europa.

Un'altra emergenza per Alemanno sarà il decoro e la manutenzione ordinaria delle strade. Rutelli ha tentato di recuperare, facendo promesse di efficienza e cercando di distaccarsi dal suo predeccessore, troppo occupato con i grandi eventi per occuparsi di cose così umili. Ma non è bastato.

Alemanno ha detto nel primo confronto televisivo una verità semplice che evidentemente ha risuonato nelle orecchie di chi lo ascoltava: "Vedete, al di là di tutto, Rutelli ha un problema: lui il sindaco di Roma l'ha già fatto e per ben sette anni. Dunque alcune delle promesse che fa oggi risultano poco credibili. Chiunque può chiedersi come mai non ha fatto tutto questo quando era sindaco?".

Un altro intervento prioritario sarà certamente rimodulare quel Piano Regolatore Generale che Veltroni ha varato a tutto vantaggio dei grandi costruttori. Un intervento doveroso per fronteggiare l'emergenza abitativa, ancora grave nonostante la grande crescita di costruzioni di questi anni. Il Piano veltroniano ha messo a rischio l'Agro romano  in modo inaccettabile - un patrimonio paesaggistico che nessuno, neanche i palazzinari degli anni Sessanta, si era sognato di intaccare a tal punto - senza intercettare la carenza di case per le categorie più deboli.

Governare una città come Roma è difficile, molto difficile. Riteniamo Alemanno una persona molto concreta e avveduta. Dunque confidiamo che saprà dotarsi di tutte le professionalità necessarie per fronteggiare l'immane lavoro che lo attende. Professionalità interne all'amministrazione capitolina, ma anche esterne. L'importante sarà non cadere nell'ideologia uguale e contraria a quella secondo la quale gli esterni sono sempre meglio.

Roma ha bisogno di un grande piano di modernizzazione e di riqualificazione: un progetto che ne ridefinisca e ne recuperi l'identità, in questi anni sempre più offuscata in ossequio a una presunta veste internazionale, in realtà molto provinciale.   

Certamente la collaborazione con il Governo nazionale di Berlusconi consentirà al nuovo Sindaco di avere le risorse necessarie per dare a Roma tutte le infrastrutture di cui ha bisogno, magari attuando pure quel federalismo fiscale di cui ha parlato in campagna elettorale, per entrare, stavolta sì non solo a parole, nel novero delle grandi capitali europee. 

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11 COMMENTS

  1. Non abbiamo capito nulla
    Allora siamo proprio “duri”: lo vogliamo capire o no che la violenza è al 70% intrafamiliare? Che soprattutto Roma è una delle città più sicure al mondo? Che l’insicurezza non esiste? Che sono i poteri forti e l’informazione che vogliono farci diventare tutti razzisti e xenofobi? Quando vediamo interi territori e quartieri cittadini in mano a bande di extracomunitari e comunitari prepotenti, nullafacenti e spesso delinquenti, sfruttatori di donne, abusivi, spacciatori e schiavisti di minori, dobbiamo pensare subito a questo. E questo dobbiamo dire alle donne violentate, rapinate, oltraggiate, borseggiate, accoltellate e impossibilitate a uscire sole la sera (a volte anche di giorno). Sentire questa verità sarà loro di sicuro conforto. Come lo sarebbe stato il braccialettino elettronico very, very trendy (il quale non ti avrebbe impedito la violenza ma, qualora fossi riuscita a premere il bottone, avrebbe chiamato soccorso, mentre intanto il bruto di turno avrebbe continuato il suo lavoro. Però, scusa, vuoi mettere? Mica ti verrà in mente di espellere il bruto, razzista fascista squadrista che non sei altro?). Vogliamo evolverci con le sacre tesi della sinistra o vogliamo rimanere perennemente con l’anello al naso?

  2. Due turni di sconfitte….
    e la sinistra ancora non riesce a comprendere il perchè. Fa tenerezza vedere Rutelli quasi in lacrime dire davanti alle telecamere di tutta Italia che il PD ha perso perchè la destra ha strumentalizzato la questione sicurezza. Sarebbe da ridere se, la pervicacia con cui gli esponenti politici di sinistra si ostinano a ridurre a termini insignificanti i motivi del successo della destra, non ne evidenziasse l’impreparazione politica e la totale incompetenza. La destra ha vinto perchè la sinistra non ha saputo governare, creando instabilità in tutti i campi della vita nazionale: quella instabilità che ha portato il governo Prodi a implodere nell’arco di meno di due anni.
    Rutelli a Roma ha perso perchè nelle sue ar(r)inghe al pubblico ha parlato di politica nazionale e non di programmi per la città: dopo 15 anni di vane promesse, i cittadini di Roma volevano vedere qualcosa di concreto e, soprattutto, un volto nuovo ed affidabile per quei problemi che “toccano la pancia” dell’Urbe.
    Un apprezzamento per il senso di responsabilità per gli elettori UDC che hanno votato Alemanno malgrado Casini.

  3. assessori alla cultura?
    Evitiamo fesserie tipo Barbareschi assessore alla Cultura. Uno che in un’intervista al Giornale se n’esce col dire che gli piace l’ebraismo perche’ ha un Dio impersonale senza rivelazioni (ossia l’esatto contrario del Dio della Bibbia), sarebbe bene che vada un po’ a fare tournee da qualche altra parte (e possibilmente senza fare troppo il dongiovanni). Cerchiamo gente seria, per favore. I comunisti avevano Argan sindaco: possibile che non si possa trovare una persona decente nel centrodestra per fare l’assessore alla cultura? Si potrebbe, se si volesse.

  4. Alemanno – sindaco di Roma capitale
    Stanchi delle ipocrisie della sinistra buonista e tollerante con chi non se lo merita, i romani, quelli di sinistra, ma anche quelli di centro, hanno finalmente capito che era ora di cambiare, anche a costo di eleggere un sindaco con “precedenti” di destra. Oggi non conta l’ideologia, contano i fatti e la gente comune è sensibilmente stanca delle ipocrisie che, a lungo andare, portano alla esasperazione e come conseguenza ineludibile all’anarchia. Leggi da rispettare, senso civico, sinergia con il Governo centrale, perchè lo Stato è sempre lo Stato e le autonomie non possono prevalere sul bene comune di tutti i cittadini italiani, devono servire da esempio per le altre città, soprattutto da quella che è sempre la capitale della nostra Repubblica. Mi auguro che il nuovo sindaco sappia gestire con fermezza anche i “municipi” che agiscono da singoli comuni impazziti con presidenti che espongono bandiere di Che Ghevara accanto a quella nazionale e che denunci per danni i responsabili degli sprechi di denaro pubblico per gli scempi compiuti nella mia città nelle precendenti gestioni. Quando qualcuno inizia a pagare di tasca sua, ci pensa bene prima di sperperare denaro non suo!

  5. Il vero perdente è Veltroni
    Il vero perdente del doppio turno elettorale è Veltroni. Rutelli stava a Veltroni (sindaco uscente) esattamente come Veltroni stava a Prodi (premier uscente). Veltroni è riuscito a perdere sia come erede (e mancato successore) di Prodi, sia come “de cuius” (e mancato predecessore) di Rutelli. Memorabile. Adesso lo attende la resa dei conti nel PD ma se gli fosse rimasto un briciolo di dignità politica farebbe bene a dedicarsi a quel volontariato africano in cui tempo addietro collocò il suo futuro. E sarebbe, nella disfatta politica, un bel riscatto umano. Ma ci credo poco, sentiremo presto frasi del tipo “tutti mi chiedono di continuare ed io non posso abbandonare la nave nel momento della difficoltà”, “faremo le necessarie riflessioni e i dovuti ragionamenti” e via piagnucolando (ipocritamente). Quanto a Rutelli, il fallimento come vice di Prodi e come candidato sindaco di Roma punisce la sua spocchia ed il suo complesso di (presunta) superiorità. Non si è accorto di essere diventato (diventato?) antipatico non solo ai suoi avversari ma anche ai suoli amici o presnti tali. Tutti ricordano il consiglio velenoso quanto presuntuoso ad Alemanno di affrettarsi a prendere quel posto di ministro che gli veniva offerto perchè al ballottaggio non avrebbe avuto speranze….. Abbiamo visto! Anche Rutelli dovrebbe avere il boun gusto di ritirarsi, ma purtroppo il suo “cursus (dis)honorum” ci dice che è un uomo per tutte le stagioni e temo che ce lo ritroveremo ancora tra i … piedi (delicato eufemismo per evitare il turpiloquio). Un’ultima cosa: elogio degli elettori romani, in particolare quelli dell’UDC e della Destra che, votando in grandissima percentuale per Alemanno hanno dimostrato due cose, (a) che l’area politica del Popolo delle Libertà è – di fatto – più ampia di quella che risulta dagli accordi “ufficiali” e, secondo me, si estende fino agli ex “margheritini” sempre più soli, lontani e diversi all’interno di quel calderone del PD in cui si sono (o sono stati) intruppati, (b) che Storace, la Santanchè e Bontempo da un lato e Casini, Cesa, Tabacci e compagnia cantante dall’altro hanno sbagliato tutto e non sono più in sintonia con il loro elettorato : quindi o cambiano rotta muovendosi nella direzione del PDL o, anche loro, farebbero meglio a ritirarsi a vita privata per evitare di fare la fine di Bertinotti (a proposito: che l’arcobaleno, per sua esenziale caratteristica , fosse effimero, non l’avevano considerato….). Forza Silvio, Gianfranco, Umberto e un grande in bocca al lupo ad Alemanno, che restituirà all’odierna e veltroniana Roma di cartone e di apparenze la dignità, il prestigio, la bellezza e la meraviglia che le competono da duemila anni. Antonio

  6. cicciobello trombato
    CICCIOBELLO TROMBATO

    Per gli amici cicciobello
    è sconfitto pure quello
    un disastro inaspettato
    nella roma che ha votato
    oggi ha vinto l’alemanno
    e non certo con l’inganno

    Cicciobello era il piacione
    con l’inverno e il solleone
    era il bello che favella
    per l’amata palombella
    palombella i suoi consigli
    guai per te se non li pigli
    pur pagata in mediasette
    lei non tollera pastette
    era il figo nei salotti
    che blandiva nelle notti
    con studiata parlantina
    e il pensier che s’indovina
    nei salotti e fra gli attori
    del sapere i professori
    menti eccelse di dottori
    che dettavano i valori
    del poter sia riconquista
    e il valore bene in vista
    era il circo il più festoso
    notti bianche mai riposo
    era il circo di veltroni
    osannato dai soloni
    noi del cinama romano
    la tivvù non barattiamo
    sulla rai ci scommettiamo
    è così che vi informiamo
    ogni giorno si fa festa
    e la plebe mai contesta
    noi le redini teniamo
    e il potere non molliamo
    difendiamo i costruttori
    ignorando i detrattori
    terre incolte inadeguate
    siano tutte urbanizzate
    quanto prima fabbricate
    tanto prima inaugurate
    siamo amici delle banche
    che non negano palanche
    siamo amici dei potenti
    non ci importano i perdenti
    diano il voto e stiano zitti
    senza chiedere i diritti
    di assistenza e sicurezza
    non va data la certezza
    se il comune ha fatto il buco
    di miliardi io ne deduco
    che sarà poi ripianato
    dalle casse dello stato

    Quando tutto era scontato
    cicciobello esce trombato
    non gli resta che il senato
    per adempiere un mandato
    forse in barba dei romani
    per gli appelli ancora vani
    onde il popolo romano
    è gabbato eppur sovrano

    alcambi

  7. benedetto, benedetto…..
    Che dire?
    Già io
    mi avvicino
    a certi ambienti con
    un certo tremore.

    Poi pure si mettono certe scoperte:
    nientemeno costui è stato portavoce della melandri, viene dalla galassia radicale, ha collaborato con la giunta rutelli, ma soppratutto ha elogiato(con un libro,non un articoletto)quello scomunicato di romolo murri.

    Ed io non dovrei esser ancor piu diffidente nei confronti de “l’occidentale”(e ambienti contigui)
    che addirittura inaugura le sue pubblicazioni con un libro del “nostro”?

    Ed io che pensavo di venir a roma per il compleanno….

    Spiacente, ma per un cattolico vero certe cose sono decisamente intollerabili.

    Mettetevi bene in testa:
    senza Dio non andiamo da nessuna parte.
    Per l’amor del Cielo: tutta la libertà di sto mondo! Ci mancherebbe altro. Ma il vero liberale è il Servo di Dio Don Luigi Sturzo non massimo teodori o antonio martino.

  8. Da Roma alla conquista del Lazio.
    Finalmente è caduta la roccaforte rossa per eccellenza.Bravo Alemanno, bravo soprattutto Cutrufo che due anni fa chiese ad Alemanno di continuare a fare il consigliere comunale di Roma perchè tanto Veltroni sarebbe scappato subito e poi avremmo vinto ed avuto un sindaco VERO: Gianni appunto.
    Abbiamo vinto, ha vinto il Popolo della Libertà cioè il nuovo partito degli italiani moderati, popolari, nazionali e cattolici che per anni hanno votato DC e che ora votano la unica, vera, NUOVA DC, altro che partitini personali alla Casini o cattocomunisti di stampo veltroniano: la DC del nuovo secolo è il PdL.
    Speriamo ora di partire da Roma per andare verso la vittoria anche nelle province, come Frosinone, dove si voterà il prossimo anno: bisognerà basarsi su due punti fondamentali:
    1. unità nel PDL e scelta rapida del presidente
    2. rinnovamento della classe dirigente
    se lo faremo allora VINCEREMO

    http://www.andreaturriziani.it

  9. Alemanno
    In Televisione mostrava una faccia da bravo ragazzo,rasicurante,onesto.Appena eletto è anato a bacciare la mano al Caro Papa tedesco assieme alla mogliettina figlia di Rauti.Subito dop,invece di racchiudersi nello studio a studiare le emergenze,è andato non so in quale santuario ad arringae la gene sulla vittoria dell sua destra postfascista.Basta.Qua ci vuole gente dalla cultura laica che abracci veramente-senza demagogia-i problemi dei cittadini e che non mediti inutili vendette.Tanto c’era anche Alemanno seduto a banchetare prima assime agli altri…

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