Da Rcs un favore a Sircana e uno a Gentiloni
26 Aprile 2007
di Redazione
Nuovo favore di RCS al governo. Dopo aver custodito in
cassaforte le foto imbarazzanti del “portavoce” Sircana, oggi è la volta di una
lettera, non meno imbarazzante, che la Ue ha inviato al ministro Gentiloni a
proposito della sua riforma del sistema radiotelevisivo.
Quella lettera,
infatti, non è dato vederla. Abbiamo chiesto a chiunque, per vie sia ufficiali
sia ufficiose, persino alla nostra delegazione a Bruxelles. Non se ne ha
traccia. Il Corriere della Sera è l’unico quotidiano ad averne dato conto in un
articolo del 25 aprile firmato da Giancarlo Radice. Ma, in quell’articolo, il
senso della lettera è completamente ribaltato e per questo l’originale deve
restare in cassaforte. La tesi del Corriere è contenuta nel titolo: “Gentiloni
incassa il via libera dell’Europa sulla tv”. Leggendo tra le righe il senso che
se ne ricava è opposto: la lettera della Ue abbatte i due pilastri della legge. La commissione
afferma infatti come non sia possibile fissare “una posizione dominante” a
priori al 45%, e come sia ancora più incongruo mettere dei limiti al fatturato
di alcuni operatori lasciando altri
senza alcun vincolo. Il tutto, in linguaggio corrente si traduce così:
Gentiloni, devi fare marcia indietro!
Si comprende, a questo punto, il parallelo tra il favore fatto a Sircana e
quello fatto a Gentiloni. Un solo elemento potrebbe creare imbarazzo: la Ue ci
fa la parte del trans. Ma l’imbarazzo è relativo. Viste le posizioni che
l’Europa ha assunto in materia etica, siamo certi che non le dispiacerà.
