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Finiti i bei tempi

Dai centri sociali ai “salotti buoni”: dura la vita per Renzi

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Ieri Ernesto Galli della Loggia iniziava così il suo editoriale: “C’era un Renzi che ci piaceva”. Se il Corriere della Sera, per una delle sue firme più prestigiose, se ne esce con un editoriale che segna platealmente le distanze con Renzi, parlandone addirittura al passato – Bordin sulla sua rassegna stampa su Radio Radicale ha sottolineato gli imperfetti e addirittura il passato remoto - vuole dire che è cambiata l’aria nei “giri che contano”, e che la corsa splendente del Presidente del Consiglio non c’è più.

I segnali c’erano già da qualche giorno, su una stampa finora coralmente a sostegno di Matteo Renzi, con le eccezioni dovute ma irrilevanti dei giornali che si riferiscono al centro destra. Due giorni fa, invece, da Maurizio Belpietro su Libero al sempre equilibratissimo Massimo Franco sul Corriere, passando per Eugenia Roccella su queste colonne, spiegavano con parole sorprendentemente simili la “sindrome dell’assedio” da parte di Renzi, esplosa con il caso Tempa Rossa: guardando la storia maestra di vita, quando le indagini di una procura – tra l’altro neppure particolarmente solerte – fanno esplodere un caso proprio alla vigilia di un appuntamento elettorale che vi è connesso, come avviene adesso con il referendum sulle trivelle, bisogna cominciare a preoccuparsi.

E’ quello che oggi Giuliano Ferrara, grande sostenitore di Renzi, fa in prima pagina sul suo giornale, con un pezzo opportunamente titolato “c’è una piena che può travolgere Renzi”. I cosiddetti “poteri forti” e l’establishment hanno preso le distanze dal Presidente del Consiglio (e quindi anche dai suoi fedelissimi), il quale si era invece legato a Marchionne, che però non può sostenerlo più di tanto: lui se ne è andato a Detroit e legge l’Economist, dopo aver mollato il Corriere della Sera che resta comunque l’espressione dei salotti che in Italia contano. Certa magistratura sta facendo il resto, e dalle inchieste giudiziarie spuntano i “quartierini”, forse più blasonati e meno furbetti di quelli del mattone romano di Ricucci & C. di qualche anno fa, ma che lasciano sempre la brutta impressione del “già visto” dei traffici opachi all’ombra delle istituzioni.

Le immagini della contestazione di Bagnoli, pur in un contesto totalmente estraneo a tutto questo, confermano l’assedio, e ha buon gioco oggi Lina Palmerini sul Sole 24 ore a parlare della miscela delle opposizioni contro Renzi, che adesso in Senato, a quanto pare, vedranno i 5 stelle votare la sfiducia insieme alla destra. Non è certo all’orizzonte una crisi di governo – nessuno ha voglia veramente di andarsene a casa – ma quella che doveva essere la marcia trionfale verso i referendum sulla riforma costituzionale è diventata molto meno trionfale e molto più dura del previsto.

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