D’Alema a corto di argomenti paragona il Molise al regime coreano

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D’Alema a corto di argomenti paragona il Molise al regime coreano

D’Alema a corto di argomenti paragona il Molise al regime coreano

20 Aprile 2012

 

Probabilmente a corto di idee per un rilancio della campagna elettorale, ma soprattutto per replicare al centrodestra – che aveva invitato il vicepresidente dei senatori Pdl, Gaetano Quagliariello, a dare manforte a Rosa Iorio – il centrosinistra si affida a Massimo D’Alema, giunto in pompa magna a Isernia per sostenere il candidato del Pd alle Comunali di maggio, Ugo De Vivo.

E le cose dette dal presidente del Copasir in Molise non hanno tradito le aspettative di quanti lo hanno ascoltato. “Un sistema di potere sta franando” ha affermato l’ex presidente del Consiglio, riferendosi all’esito delle ultime elezioni regionali, in cui il governatore Iorio è stato riconfermato ma con un esiguo margine di vantaggio sullo sfidante, Paolo Di Laura Frattura. Poi la bordata: “La situazione del Molise – ha detto D’Alema – ricorda molto quei regimi in stile coreano”. Per D’Alema bisogna interrompere questa linea di potere, “il sistema di governo di questa regione può essere associato a quelli in cui la democrazia non esiste. Il popolo dovrebbe riuscire a capire i danni generati in un decennio da questo modo di amministrare”.

Il Molise come una dittatura, insomma, e la famiglia Iorio a impersonare la dinastia regnante. Parole forti, forse anche troppo, che tradiscono un certo timore del centrosinistra di perdere ancora una volta una tornata elettorale. Del resto, la differenza fra i discorsi dei big chiamati dal centrodestra e quelli fatti arrivare dal centrosinistra è stata netta. Quagliariello ha tenuto, a sostegno di Rosa Iorio, un discorso basato sull’osservazione dei fatti, tutto incentrato sul buongoverno della città negli ultimi anni di amministrazione di centrodestra. Perché, inutile negarlo, i risultati a Isernia si sono visti. Mentre per D’Alema, probabilmente distante dai reali problemi della città, la strategia è scagliarsi contro il “sistema di potere locale” in mano alla famiglia Iorio, senza essere in grado di tirare fuori neanche l’ombra di una proposta politica concreta.

Eppure il voto, e questo D’Alema lo sa, è stato sempre sovrano. Difficile pensare che i cittadini siano così ingenui – per non dire altro – da buttarsi tra le braccia di un regime, oltretutto consapevolmente. Evidentemente, in questi anni, c’è stato qualcosa di più che ha catalizzato la loro fiducia nei confronti del centrodestra. Tra i fatti e gli annunci gli elettori, insomma, hanno sempre preso una strada ben precisa. Anziché gridare al regime, forse il centrosinistra farebbe meglio a presentare la propria via, ammesso che ne abbia una.