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D’Alema e la Siria: l’idillio continua

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Massimo D’Alema dice che la notizia diffusa dal quotidiano israeliano Haaretz sull’esistenza di un patto segreto tra l’Italia e la Siria è “un’idiozia”. Benissimo, siamo pronti a credere alle sue gentili parole: quel patto non esiste. Non c’è stato insomma uno scambio tra uno sforzo diplomatico italiano per far uscire la Siria dal suo isolamento diplomatico e una speciale protezione per le truppe italiane schierate in Libano.
Resta il fatto che una simile notizia sia stata ritenuta plausibile, abbia circolato sui giornali di mezzo mondo e messo l’immagine dell’Italia alla berlina in Israele e non solo. La morale – se vogliamo trarne una – è che l’Italia viene comunque considerata un paese potenzialmente disponibile ad un simile accordo. Già questo basterebbe a dire che la sua politica estera – almeno in Medio Oriente – è fallita.

Ma il punto è ancora un altro. L’isolamento diplomatico della Siria, che sarebbe in gioco in quello scambio, è in larga parte dovuta al sospetto che il governo di Damasco  abbia svolto un ruolo chiave nell’attentato che portò alla morte del leader politico libanese, Rafik Hariri, saltato in aria grazie a una tonnellata di tritolo nel febbraio 2005.

Da allora, sotto la pressione di Stati Uniti e Gran Bretagna e con gli auspici dell’Onu è stata avviata un’inchiesta che dovrebbe portare all’apertura di un tribunale internazionale chiamato a giudicare della vicenda. La Siria ovviamente sta facendo del suo meglio, in ogni sede internazionale,  per boicottare questa eventualità.
Vale anche la pena di ricordare che lo scorso 13 giugno ha perso la vita in un altro attentato il deputato libanese Walid Eido, grande amico di Hariri e strenuo sostenitore del tribunale internazionale.
La procedura è comunque andata avanti e all'Onu è stata infine votata la risoluzione che chiede l’avvio di quel tribunale anche con il voto favorevole dell'Italia.
Torniamo ora a D’Alema, il quale,  subito dopo aver definito un’idiozia il patto con Damasco, ha trattato anche questo argomento.  Ai giornalisti che gli chiedevano il perché del sostegno italiano, ha così, incredibilmente, risposto: “La corte non sarà contro nessun paese in particolare e le sue procedure saranno lunghe e complesse”. Come a dire: l’Italia ha dato il suo benestare a un carrozzone burocratico  che non porterà a nulla e la Siria può smettere di preoccuparsi. 

Forse non c’è stato alcun patto, ma se D’Alema ha pronunziato una  frase del genere senza avere nulla in cambio, quella sì  sembra un' idiozia. A meno che non si tratti di un vero e inspiegabile idillio.

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