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Il prezzo dell'immigrazione

Dalla Libia agli immigrati adesso l’Italia paga per non aver capito Trump

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Con la notizia Ansa sul ministro Minniti che interrompe un volo verso Washington per incontri istituzionali per affrontare l’emergenza migranti in Italia, la narrazione sui migranti è cambiata in pochi giorni. Una inversione a U incredibile. Fino a poco tempo fa, il Pd era schierato per lo jus soli e chiunque sollevasse qualche critica veniva liquidato come xenofobo e razzista. Ora da governo, giornaloni  e media è un continuo tam-tam su “troppi sbarchi, l’Italia non può sopportare tutti questi arrivi, l’Europa non ci aiuta, chiudiamo i porti, stop altri arrivi, l’Ue ci ha abbandonati”.

Eppure in questi mesi perfino il Guardian, il giornale di sinistra, anti-Brexit e anti-Trump, si è chiesto come l’Italia e, soprattutto la Sicilia, con una forte disoccupazione, potesse continuare ad accogliere una tale massa di migranti senza collassare. Per non parlare dei problemi del terrorismo (il terrorista del London Bridge arrivava dal bolognese, come proveniva dall’Italia il tunisino Amri dell’attacco di Natale a Berlino), della criminalità, di rischi per la salute degli italiani. L’inversione di rotta di governo e media sull’immigrazione non è solo provocata dai risultati negativi per il Pd delle ultime elezioni, ma da qualcosa di molto più serio che sia il governo, sia i media hanno deciso di ignorare, convinti che Trump sarebbe uscito presto di scena. E riguarda non solo noi ma il clima che c'è a livello internazionale.

Il “travel ban”, lo stop agli ingressi per sei paesi musulmani considerati dall'amministrazione Trumpo sponsor del terrorismo, provvedimento rivisto dalla Corte Suprema, è stato approvato dal Congresso, e sarà approvato anche dal Senato, a maggioranza repubblicana. Non potranno più entrare negli Stati Uniti cittadini provenienti dalla Libia, dalla Siria, dall’Iran, dalla Somalia, dal Sudan e dallo Yemen. Potranno essere ammessi solo coloro che hanno famiglie residenti legalmente in America. E’ chiaro che se i cittadini provenienti da questi paesi non saranno ammessi negli Stati Uniti, è difficile ritenere possibile il loro l’ingresso in Europa, in Italia, e soprattutto in Sicilia, piena di basi Usa, di fatto spazio anglo-americano militarmente. Ed è possibile che gli americani vogliano usare le basi siciliane per supportare “from behind” la guerra della “Nato araba” per rimettere in sicurezza la Libia.

In ogni caso gli Usa non vogliono una Sicilia e un’Italia nel caos di flussi migratori. Della coalizione Egitto-Arabia saudita-Stati del Golfo (tranne il Qatar) per appoggiare il generale Haftar in Cirenaica, un'alleanza che ha anche l’appoggio russo, l’Italia non farà sicuramente parte. L’aveva già detto Obama che in Libia sarebbero intervenuti solo gli stati arabi confinanti, non ex-potenze coloniali occidentali che avrebbero suscitato l’ostilità libica e africana. Con Hillary non sarebbe andata diversamente. Può darsi che il Regno Unito abbia qualche ruolo, perché, come è noto, Saif Gheddafi, ora libero, pare in Cirenaica da Haftar, è stato allevato da Tony Blair per succedere al rais, e molti libici, come Moussa Ibrahim, hanno studiato in Inghilterra, hanno rapporti con Londra, proseguiti anche dopo la morte di Gheddafi.

In ogni caso la politica renziana e gentiloniana nei confronti della Libia, con l’obiettivo di essere alla guida di una missione Onu per rimettere in sicurezza il Paese, si è rivelata un completo fallimento. L’Italia ha sostenuto e sostiene il governo di Tripoli al Serraj, nominato dall’Onu, ma debolissimo e privo di controllo del territorio. Il governo Renzi ha perfino rotto le relazioni con l’Egitto, uno dei paesi amici degli Stati Uniti. Purtroppo, adesso, nel caos si trova l’Italia, perché i flussi di arrivi continuano e le navi e ong europee non riportano i migranti in patria, ma li scaricano in Sicilia. Europa ingrata, come gridano adesso governo e giornali?

Era prevedibile che ogni paese Ue non volesse nuovi migranti, e tutti sappiamo che, dopo gli attacchi subiti da Parigi, molti paesi europei hanno chiuso le frontiere con l’Italia e sospeso Schengen. Per non parlare dei paesi dell’est, come l’Ungheria. Saranno gli italiani a pagare i costi di questa politica errata. Governo e media che si illudevano di un Trump affossato dal Russiagate, ora vedono la Cnn licenziare chi ha pompato la bolla del “Manchurian President”, del presidente teleguidato, mentre Kissinger va in visita a Mosca, e Trump e Putin potranno incontrarsi al prossimo G20. E’ noto che dal 2015 russi e americani comunicano su tutte le operazioni. Come aveva detto lo storico Niall Ferguson, Trump è il nuovo Roosevelt. Non avere voluto capire cosa stava davvero accadendo in America, ci ha condotti a quest’ultima débacle, da cui per ora non si vede via d’uscita.

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4 COMMENTS

  1. Con la UE abbiamo scambiato
    Con la UE abbiamo scambiato maggiore flessibilità, cioè la possibilità di fare maggior debito, con l’accettazione di tutti gli immigrati, clandestini compresi. Il caso della nave del governo spagnolo attraccata a Salerno con il carico di immigrati raccattati chissà dove sta lì a dimostrarlo. Questa è la politica di Renzi e del suo clone che su questo scambio ci hanno pure lucrato colla clientela di cooperative e quant’altro. Pensavano, e pensano tuttora per nostra disgrazia, di essere i più ganzi dell’universo. Degli italiani, di questo strano popolo così variegato, delle sue tradizioni e della sua identità non gliene frega una sega (scusate la licenza).

  2. Se io fossi primo ministro
    Se io fossi primo ministro prenderei le seguenti iniziative urgenti:
    1 Uscita dall’Europa e emissione di moneta italiana sovrana, senza debito verso chicchessia e immediata abolizione della speculazione finanziaria.
    2 Interruzione degli sbarchi di immigranti.
    3 istituzione di campi di lavoro per i presenti sul territorio con trattamento e salario dignitoso.
    4 Incentiverei il lavoro: la produzione di frumento e ortofrutticola con fertilizzanti naturali libera da OGM e agrotossici; incentiverei la costruzione di strade, ponti, porti, reti ferroviarie, locomotive, macchine industriali gasdotti e oleodotti collegati a quelli provenienti dal Mar Caspio. Promuoverei cordiali relazioni di intescambio commerciale con i paesi dell’Asia centrale e con qualunque paese che possa recare vantaggi all’economia e alla popolazione italiana. Gli immigrati indesiderabili, dopo aver trattenuto sul loro salario il costo del biglietto di ritorno, li imbarcherei alla volta del loro paese d’origine in viaggio di sola andata con ogni comfort.
    Ma sono sicuro che marionette della risma di Renzi, Gentiloni… et simili traditori ed incompetenti la pensano diversamente.

    • Sono d’accordo
      Abbiamo bisogno di strade e di bacini per trattenere l’acqua piovana, da utilizzare in agricoltura, visto che ad ogni migrante economico già ci costa oltre 1000 euro al mese, facciamoli lavorare (è quello che vogliono no?) e tra qualche anno, se hanno la fedina penale pulita si guadagneranno la nazionalità italiana

  3. Carta d’identità x i migranti
    D’imperio prefettizio e/o ministeriale è stato ordinato tempo fa ai sindaci di emettere regolare carta d’identità per ciascun migrante da sbarco che si trovi in qualsiasi forma “ospitato” nel comune. Alcuni sindaci hanno fatto opposizione al provvedimento cercando di non attuare una simile improvvida iniziativa che prevede di emettere un documento anagrafico nella quasi certezza di dover riportare dati falsi e inventati e per persone né viste, né conosciute e per le quali, a norma di legge, ogni comune è chiamato ad assolvere impegni sociali di non poco conto anche economico ; altri, ligi all’ideologia e al capataz, hanno dato seguito con solerzia stolta ( mi è stato detto che il comune di Treviso ha emesso o sta per emettere qualche centinaio di documenti per “residenti” in una caserma sovraffollata in prevalenza da giovanotti e giovanotte africani, spesso pure “agitati”). Di fronte a tali notizie mi sembra poco credibile che gli ignavi e incompetenti nostri governanti romani siano in grado di gestire l’ invasione e tanto meno di fermarla. Purtroppo non sarà sufficiente “sberlottarli” con il voto amministrativo largamente contrario che, peraltro, è stato solo una prima missiva molto palese; la così detta “gente” o “popolo” che dir si voglia si è davvero disgustata di costoro; non credo che i loro tanti-troppi sodali -clientes- locali potranno con le chiacchiere a profusione arginare la marea di avversione dilagante; sono ciechi e scemi continuano con le loro litanie buoniste del piffero e non mancano di avanzare la solita becera posizione ideologica per la quale la “gggente” ragiona con la percezione della pancia di “rassista e fassista” e immancabile arriva di norma anche l’accusa di voler lasciare annegare nel Mediterraneo le anime disperate che abbiamo l’obbligo, anzi il dovere, di accogliere tutti quelli che si presentano e rafforzano il loro parlare a vanvera citando l’attuale papa che si rivela sovente gesuita anche nel verbo.
    Grazie a Daniela Coli che ci dà l’opportunità di leggere riflessioni sagge e corrette nel mare di infingarda menzogna informativa.

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