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l'Occidentale Puglia

Dalla Regione niente abbassamento delle tasse né sostegno al welfare

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Il centrodestra pugliese è sul piede di guerra dopo l’approvazione, in Giunta, delle variazioni di bilancio 2012. Le promesse che Nichi Vendola aveva fatto a dicembre, quando fu approvato il bilancio provvisorio, non sono state mantenute e il piccolo tesoretto di 40 milioni di euro che la Regione ha messo su, non sarà reinvestito. Non c’è traccia, infatti, di interventi concreti per sostenere il welfare e le famiglie in difficoltà: il governatore aveva giustificato la tassazione del 2012 proprio con la volontà di dover difendere i ceti deboli, ma sembra che questa non sia più una priorità della giunta regionale.

Rocco Palese (capogruppo del Pdl in regione), Davide Bellomo (I pugliesi) e Francesco Danone (Ppdt), in conferenza stampa hanno sottolineato inoltre che “tutti i pugliesi, fino alla fine dell’anno dovranno pagare 338 milioni di euro di tasse”, sebbene il deficit sanitario che aveva giustificato le accise imposte ai cittadini pugliesi sia diminuito grazie all’intervento del Fondo Sanitario Nazionale. I 100 milioni di euro arrivati in Puglia pare non siano bastati e il centrodestra regionale accusa la Giunta di non aver abbassato le tasse proprio ora che era possibile. Era stato proprio l’assessore al Bilancio, Michele Pelillo, ad aprire le porte ad una taglio netto con la tassazione regionale, non più di un mese fa . Ora, invece, sembra tutto rinviato e i pugliesi faranno non poca fatica a mandar giù l'ennesima pillola amara.

Anche perché, dati alla mano, la situazione è ai limiti dell'insostenibili, forse persino oltre. Gli aumenti di Irpef, Irap, Gas Metano, deposito rifiuti in discarica, accisa regionale sulla benzina e ticket di un euro a ricetta erano stati introdotti dal governatore Vendola per coprire il deficit sanitario, con la promessa di abbassare le tasse regionali il prima possibile.“La prima occasione utile per abbassare le tasse era proprio quella dell’approvazione della variazione al Bilancio 2012”, rincara Palese. “Oggi - continua il leader dell’opposizione in Consiglio - “appare evidente che la Giunta continui ad operare scelte politiche che non vanno nel senso di sostenere famiglie ed aziende pugliesi”.

Nichi Vendola si giustifica e sostiene le sue decisioni: “Abbiamo l’obbligo di coprire con la coperta della Regione tutti quei ceti sociali e quelle figure socialmente deboli che sono state denudate prima dal Governo Berlusconi e poi dal Governo Monti”, dichiara, senza però porre in bilancio interventi concreti per il loro sostegno. Anzi, i soldi pubblici si perdono in una miriade di dispendiosi rivoli,  tra cui quello dei Consorzi di bonifica (10 milioni di euro, più i 10 già stanziati), l'Apulia film commission (700 mila euro), il Teatro petruzzelli (2 milioni di euro) e, last but not least, la macchina regionale (6,5 milioni di euro per facchinaggio, acquisto mobili e archivio). E non sarebbe neanche tutto, ma meglio fermarsi qui.

Vendola si difende, dunque, richiamandosi alla necessità di coprire i bisogni della “geografia della non autosufficienza”. Rocco Palese, insieme a tutta la componente d’opposizione, teme, invece, che l’aver mantenuto tutte le tasse a carico dei pugliesi sia stata una necessità dovuta “agli interventi destinati a coprire la geografia - sì - della cattiva politica”.

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