De Bortoli, Boschi chiese a Unicredit di comprare la banca del papà. E’ bufera

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De Bortoli, Boschi chiese a Unicredit di comprare la banca del papà. E’ bufera

10 Maggio 2017

Sembra proprio che il governo Gentiloni corra sul filo del rasoio, appeso a un cenno di Federico Ghizzoni che non arriva. Anzi. Il silenzio si fa sempre più pericoloso, ma da qui a mettere in pericolo la poltrona di Maria Elena Boschi, lo abbiamo imparato, ne passa. Sta di fatto, però, che il libro di Ferruccio de Bortoli, in uscita domani, riporta una notizia che dovrebbe far tremare Palazzo Chigi.

L’ex direttore del Corriere della Sera nel libro “Poteri forti (o quasi)”, nel capitolo su “Matteo Renzi, ovvero la bulimia del potere personale”, scrive che l’allora ministra delle Riforme, Maria Elena Boschi, attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio, nel 2015, chiese a Ghizzoni, allora amministratore delegato di Unicredit, “di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria“, poi scartata. L’episodio riguarda i tentativi di salvare l’ex Popolare dell’Etruria, ai cui vertici sedeva papà-Boschi, vicepresidente dell’istituto all’epoca: la banca è stata commissariata dalla vigilanza di Bankitalia nel febbraio 2015 e nove mesi dopo ammessa alla risoluzione, con azzeramento di capitale e bond subordinati.

Detto ciò, a pagina 209 del suo nuovo libro di de Bortoli si legge chiaramente: “La domanda era inusuale da parte di un membro del governo all’amministratore delegato di una banca quotata. Ghizzoni, comunque, incaricò un suo collaboratore di fare le opportune valutazioni patrimoniali, poi decise di lasciar perdere. L’industriale delle scarpe Rossano Soldini mi ha raccontato di aver avuto molti sospetti sul ruolo della massoneria locale nella gestione dell’istituto”. Per questo l’ex direttore cita anche il massone della banca di Arezzo, Elio Faralli – a capo per 30 anni della Popolare- “costretto a lasciare il timone a Giuseppe Fornasari. Non sarebbe il caso di chiedersi se anche legami massonici o di altra natura non trasparente siano stati all’origine della concessione di troppi crediti facili e della distruzione di molti piccoli risparmi?”.

Accuse non da poco, e che la sottosegretaria respinge: “Mai fatto una richiesta del genere, è un’ennesima campagna di fango”. Evidentemente la Boschi deve solo aver frainteso il concetto di home-banking. Sta di fatto, però, a questo punto, che le sorti del sottosegretario Boschi sono nel silenzio di Ghizzoni, fino ad adesso, più eloquente che mai.