De Girolamo: “Dieci anni dopo, con Terzani alla ricerca della verità”

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De Girolamo: “Dieci anni dopo, con Terzani alla ricerca della verità”

05 Agosto 2014

di Staff

Per tutto agosto, l’Occidentale suggerisce un libro al giorno da portare sotto l’ombrellone. In vacanza, per chi può, o magari da sfogliare a casa la sera per chi resta in città. Romanzi o saggi, leggeri o più impegnativi, consigliati agli under 25 (e non solo) dai ministri e dai parlamentari di Ncd.

"La fine è il mio inizio, il libro di Tiziano Terzani di cui il 28 luglio si è celebrato il decennale della morte", ci dice il capogruppo di Ncd alla Camera, Nunzia De Girolamo. "Mi è piaciuto perché è il testamento spirituale che un padre lascia a suo figlio negli ultimi giorni della sua vita. Dentro c’è tutta la storia straordinaria di un grande giornalista che non si è mai tirato indietro di fronte al cambiamento, al viaggio, alla ricerca della verità".

IL LIBROLa fine è il mio inizio, Longanesi 2006. A cura di Folco Terzani. Dalla quarta di copertina: "Se mi chiedi alla fine cosa lascio, lascio un libro che forse potrà aiutare qualcuno a vedere il mondo in modo migliore, a godere di più della propria vita, a vederla in un contesto più grande, come quello che io sento così forte". Pubblicato postumo, dal libro è stato tratto il film Das Ende ist mein Anfang del 2010, regia di Jo Baier, con Bruno Ganz nel ruolo di Tiziano Terzani ed Elio Germano nei panni del figlio Folco.

L’AUTORETiziano Terzani (1938-2004) è stato scrittore, giornalista e soprattutto grande e instancabile viaggiatore. Nato a Firenze mentre i nazisti si ritirano sulla Linea Gotica, frequenta ginnasio e liceo grazie agli sforzi dei genitori che non esitano a impegnare i loro averi per farlo studiare. Giovanissimo si iscrive al Movimento Federalista Europeo di Altiero Spinelli ma è attratto dal mondo cattolico e progressista fiorentino. Inizia la sua carriera di giornalista scrivendo di sport, poi supera il difficile test alla Normale di Pisa, si iscrive a Giurisprudenza e conosce la futura moglia, Angela Staude.

Negli anni Sessanta lavora in Olivetti passando dalla vendita porta a porta alle "risorse umane", iniziando i suoi viaggi in mezzo mondo, tra Europa e Oriente. Nel ’67, con una borsa di studio, è alla Columbia University di New York. Attraversa l’America del Sessantotto mentre studia il cinese, poi torna in Italia dove inizia la sua carriera di giornalista pubblicista a "Il Giorno". Diventa professionista, riparte e collabora come freelance per il tedesco "Spiegel", dove lavora come corrispondente dall’Estremo Oriente. Racconta la Guerra in Vietnam con reportage passati alla storia del giornalismo,  spostandosi in tutto il Sudest astiatico. Durante la guerra in Cambogia, rischia seriamente di venire fucilato.

Poi la Cina del dopo Mao, dove va a vivere negli anni Ottanta e viene arrestato per "crimini controrivoluzionari". Sarà liberato grazie all’intervento del presidente Pertini ma non farà mai più ritorno a Pechino. Dalla metà degli anni Ottanta agli anni Novanta è in Giappone ma anche a Mosca per assistere in diretta alla fine dell’Unione Sovietica, e ancora in India. Scrive per il Corriere, Repubblica, sempre per lo Spiegel, accompagnando al giornalismo altrettante fatiche letterarie. Alla fine degli anni Novanta gli viene diagnosticato un cancro con cui riuscirà a convivere per anni, compreso lo splendido isolamento sull’Himalaya e l’ultimo viaggio, insieme ai familiari, nella valle dell’Orsigna.

AGOSTO ITALIANO. Leggi anche:

– Mariana Mazzuccato, Lo Stato innovatore, consigliato dal ministro Beatrice Lorenzin

– Anthony Trollope, Il Primo Ministro, consigliato dal senatore Luigi Compagna

– Tony Blair, Un viaggio, consigliato dall’onorevole Raffaello Vignali

– Rebecca Skloot, La vita immortale di Henrietta Lacks, consigliato dall’onorevole Eugenia Roccella

– Ernst Jünger, Trattato del Ribelle, consigliato dal senatore Andrea Augello.