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De Luca, la sanità campana e l’invasione delle formiche camorriste

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Una foto impressionante che fa il giro del web, un letto d’ospedale ricoperto di formiche, una povera signora ricoverata a Napoli in condizioni igieniche che non si possono nemmeno definire da terzo mondo. E cosa fa il governatore De Luca, l’uomo forte del Pd campano, l’uomo che Maurizio Crozza ha trasformato in una macchietta esemplare di millanterie e autocelebrazioni (“questo l’ho portato io in Campania…”)? Tira in ballo il malgoverno della sanità campana (ma non è la sinistra che governa la regione quasi ininterrottamente da decenni?) e soprattutto la camorra. La realtà spesso batte la satira, e De Luca, con sprezzo del ridicolo, addita le colpe della grande piovra camorrista, responsabile, evidentemente, di aver scatenato l’assalto delle formiche.

La sanità campana è commissariata da tempo, ma continua a essere in condizioni critiche nonostante dreni ingenti risorse. Ci sono gli sprechi e il malgoverno antico e perdurante, certo, ma l’invasione delle formiche è una questione più banale, una questione terra-terra, di cattiva gestione quotidiana, di incuria spicciola, menefreghismo e disattenzione.

La camorra non c’entra: c’entra invece il governatore De Luca, di cui ricordiamo ancora la registrazione, in tempi di propaganda sul referendum costituzionale, in cui elevava un inno al clientelismo, e invitava gli amministratori locali a sollecitare i ras della sanità privata, per far vincere il sì, e ottenere i soldi promessi da Renzi. Con questo stile politico, come meravigliarsi se nessuno bada a quisquilie come la pulizia e l’igiene nelle strutture sanitarie? Ma De Luca insiste: è colpa della camorra.

Chiamate Saviano, ci penserà lui a debellare le formiche camorriste.

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