Da piazza Plebiscito a Palazzo Chigi

De Magistris invece di fare il sindaco di Napoli fa le prove generali da premier

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Napoli gli va già stretta. Ormai non è più un mistero. Luigi De Magistris si prepara al varo di un nuovo soggetto politico da collocare nel nascente Ulivo di Bersani, lanciando “un’opa” sull’elettorato del Pd e dell’Italia dei Valori in Campania. Sulla scia del modello delle liste civiche promosse da Renata Polverini nel Lazio con il movimento Città Nuove, il sindaco di Napoli è intenzionato a sondare l’appeal del suo progetto politico a partire dalle prossime amministrative, dove presenterà una lista a suo nome nei principali comuni della provincia napoletana chiamati al voto. Il colore ed il nome ci sono già. Si tratterà di una naturale evoluzione della lista civica “Napoli è tua”, che avrà il compito di esportare la rivoluzione arancione oltre i confini cittadini e valutare l’impatto del nuovo sindaco ad un anno dal suo mandato. L’ipotesi è stata discussa in un’assemblea pubblica tenutasi lo scorso 12 settembre ed al momento congelata in attesa di verificare sui territori la fattibilità ed il reclutamento del personale politico su cui investire.

Un’eventualità che mette i brividi agli esponenti del partito di Bersani, totalmente scomparsi dal dibattito politico locale all’indomani dell’esito infausto delle amministrative. Il commissario Andrea Orlando sta portando avanti con grande difficoltà il processo di normalizzazione del partito. La proroga del suo incarico rappresenta una bocciatura della classe dirigente locale e la celebrazione del congresso provinciale è stata rinviata a data da destinarsi in attesa della definizione di un quadro chiaro e ripulito dal recente passato. Orlando sta verificando con grande attenzione le realtà di circolo in ogni singolo comune, consapevole che in provincia si annidano le maggiori insidie per il rilancio del partito nel napoletano. Numerosi soggetti impresentabili continuano il controllo dei circoli locali attraverso i tesseramenti dopati ed avanzano richieste di candidatura a sindaco in città dove il rischio di infiltrazione camorristica è una dura realtà. Lasciare a De Magistris e al suo nascente movimento l’argomento della discontinuità e della legalità rappresenta un rischio che il PD non si sente di poter correre.

Intanto, il sindaco continua imperterrito sulla strada di una forte presenza comunicativa. Dal libro intervista con Sabelli Fioretti, nel quale ha lanciato invettive contro Di Pietro per la gestione del partito e Vendola per i guai giudiziari della sua giunta regionale, all’intervista con Concita de Gregorio nella quale accusava Bersani di non “poter non sapere” del sistema Sesto e dell’attività del suo ex capo segreteria Filippo Penati, De Magistris non ha mancato per tutta l’estate di attaccare i principali esponenti del centrosinistra, suoi competitor per la leadership nazionale. Al quotidiano Terra ed agli aspiranti compagni di strada de Il Futurista ha, invece, illustrato senza mezzi termini le coordinate del nuovo progetto. Costruire nei cinque anni di mandato da sindaco le premesse per portare il suo modello politico oltre i confini cittadini, già ribattezzato “Laboratorio Napoli” come quello di bassoliniana memoria e preparare la sua ascesa nell’arena politica nazionale. Ma se ci sarà bisogno del suo apporto fin da subito, poiché  «la scelta della leadership avverrà prima della fine del mio mandato», è pronto a non tirarsi indietro. Una dichiarazione di intenti che suona come una minaccia di guerra per Bersani ed alleati. In tanti sono pronti a scommettere che, nel caso la situazione a livello nazionale dovesse precipitare, l’ex magistrato sia pronto a candidarsi alle primarie del centrosinistra.

Nel contempo lavora sulla sua immagine, in una strategia che appare di lancio nel breve periodo. Partito con la promessa ambiziosa di ospitare Obama a Napoli, è passato, mischiando sacro e profano e con assoluta nochalanche, dai saltelli al Gay Pride al bacio alla teca di San Gennaro, che tanto ha fatto arrabbiare gli iperlaicisti che lo hanno sostenuto dalla prima ora. Incassato il risultato degli allenamenti dell’America’s Cup, è pronto a svendere Bagnoli ed il suo litorale per la costruzione di quella colmata che mai e poi mai si sarebbe dovuta realizzare, secondo il suo programma. Al banco di prova dei rifiuti, in attesa della rivoluzione ambientale tanto attesa, non è riuscito a fare nulla di meglio che mettere in atto il programma del candidato del centrodestra, Gianni Lettieri. In chiusura, da autentico furbastro della comunicazione, ha deciso di cavalcare l’onda lunga del fenomeno calcistico del Napoli di De Laurentis. Dalla trasferta a Manchester alla presenza fissa in tribuna al fianco del Presidente, fino alla festa in Piazza del Plebisicito, ha compreso l’impatto mediatico del nuovo Napoli anche a livello nazionale. Peccato, come confida qualcuno che lo conosce da lungo tempo, che la sua fede calcistica è stata sempre quella interista. Ma le contraddizioni, si sa, per lui non valgono.

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