l'Occidentale Campania

De Magistris lascia che i bambini del “Pallonetto” restino senza scuola

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Quando si attuano delle politiche per garantire un futuro migliore a una città non si può fare a meno di ritenere indispensabile investire sugli istituti scolastici, dall’infanzia fino a alla maturità. E' lì, infatti, che si forma il bagaglio culturale di ogni persona, è a scuola che i bambini si educano nel rispetto dei valori familiari, socializzano e si divertono.

Eppure, tali considerazioni dotate di buon senso non sembrano appartenere al Sindaco di Napoli, che ignora la questione, forse perché troppo impegnato a rincorrere le sue promesse irrealizzabili, oppure perché non la reputa sufficientemente importante. Una vergogna per questa città, ma soprattutto per le decine di famiglie residenti nel quartiere "Pallonetto". Dal mese di Settembre - come ha denunciato anche il Presidente della l Municipalità, Fabio Chiosi - l'istituto Maria Santissima Addolorata al "Pallonetto" chiuderà i battenti, lasciando per strada numerosi bambini del quartiere, che finora hanno svolto lì le lezioni e le attività di dopo scuola. La motivazione risiede nei mancati pagamenti da parte del Comune che, al momento, registrano un ritardo di oltre tre anni e mezzo.

In questi anni la Congregazione ha provveduto a sue spese. Per garantire il nuovo anno scolastico è stato chiesto un mutuo, ma i tassi non sarebbero sostenibili. Da qui la decisione, inevitabile, di chiudere la scuola. Un fatto gravissimo, frutto dell' inettitudine amministrativa e finanziaria del Comune, di cui faranno le spese i più giovani. L'Istituto, retto da anni da Suor Clelia, è infatti un presidio di legalità irrinunciabile per il quartiere. Tanti bambini vengono sottratti alla strada e ai clan mafiosi proprio grazie alle attività scolastiche ed extra scolastiche che si svolgono lì da anni. Bisogna sempre tener presente che la criminalità organizzata si fa spazio nei territori in cui regna la desertificazione culturale. Ecco perché non possiamo arrenderci e soprassedere di fronte a un fatto del genere. L'appello va, prima di tutto, al Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, ma anche al Presidente della Regione, Stefano Caldoro, e al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, affinché si intervenga per scongiurare la chiusura. In queste circostanze, diventa fondamentale la tempestività di azione: magari, attraverso l'intervento di una banca disposta a finanziare l'anno scolastico con la certificazione del credito con il Comune da parte della scuola.

La chiusura sarebbe una catastrofe sociale per un quartiere già molto difficile e passato alla ribalta della cronaca per tanti episodi di illegalità. Nonostante la città versi in una situazione emergenziale, soprattutto per l’annosa questione dei rifiuti che catalizza l’attenzione dei mass media, restano alcune questioni che non possono passare in secondo piano e che vanno denunciate: la tutela della legalità non si veste solo di uniforme ma si difende quotidianamente nelle case, nelle chiese e nelle scuole. Se poi le scuole si trovano in punti delicati della città e rappresentano anche il ritrovo per tutti i bambini del quartiere, le istituzioni sono in dovere di intervenire per favorire e valorizzare tali realtà locali.  

 *Capogruppo del Pdl a Chiaia

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