Decreto anti-crisi. Via libera della Camera, ora passa all’esame del Senato

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Decreto anti-crisi. Via libera della Camera, ora passa all’esame del Senato

28 Luglio 2009

Via libera della Camera al decreto anti-crisi. Il provvedimento, approvato con 285 voti a favore e 250 contrari, passa ora all’esame del Senato. Alla votazione era presente il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, assieme a molti altri esponenti del governo. Hanno votato sì i deputati del Pdl e della Lega, mentre Pd, Idv e Udc si sono espressi contro. Non hanno invece partecipato al voto i deputati dell’Mpa.

Duro il commento del segretario del Pd, Dario Franceschini: "Oggi si scrive un’altra pagina nera del Parlamento" ha esordito in Aula alla Camera, nel corso delle dichiarazioni di voto finale. "Sono anni – ha ricordato Franceschini – che discutiamo di riforme costituzionali e di riforma dei regolamenti parlamentari per velocizzare la procedura legislativa: oggi voi lo avete brutalizzato".

Franceschini ha accusato il governo di avere avuto "come ha detto bene Bersani, una gestione surreale della crisi. Prima l’avete negata, poi avete detto che è alle nostre spalle, poi che tutto è come prima anzi meglio di prima fino alla vergogna di trasformarla in un fatto psicologico. Un’affermazione che è un insulto in faccia a chi vive nella paura di perdere il posto di lavoro, in faccia a chi sente sulla pelle quanto è dura la crisi".

Sono un centinaio le novità introdotte nel decreto leggi anticrisi durante l’esame a Montecitorio. Novità di rilievo sono arrivate su input del Governo, come la sanatoria per badanti e colf, l’avvio di riforma delle pensioni, lo scudo fiscale. Sulle banche la "stretta" ulteriore promossa dai relatori nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera è stata tolta dal maxiemendamento del Governo. Altre novità che sembrava dovessero essere inserite come il Patto per la salute e la riforma dei servizi pubblici locali sono invece tramontate.

Banche e moratoria: oltre alle norme sui giorni di valuta, sul divieto della commissione di massimo scoperto con il tetto dello 0,5% trimestrale all’affidamento e sulla surroga dei mutui, la principale novità riguarda la norma-ponte sulla moratoria per i crediti bancari verso le piccole e medie imprese, attraverso una convenzione ministero dell’Economia-Abi.

Imprese: la Tremonti ter è stata ‘arricchità prevedendo la fruibilità dal saldo 2009 e per le imprese in perdita, lo stop all’agevolazione per i beni incentivati ceduti fuori dello spazio economico europeo e la necessità che i macchinari siano nuovi. Accanto a questa è stata inserita un’agevolazione alla patrimonializzazione delle imprese: le persone fisiche che, entro sei mesi, parteciperanno fino a 500mila euro ad aumenti di capitale di società si vedranno riconosciuto un abbattimento dell’utile del 3%, che nell’arco di cinque anni sarà escluso dall’imponibile.

Fisco: la misura "principe" è lo scudo fiscale con aliquota dell’1% l’anno per cinque anni, di fatto il 5% a meno di prova contraria dell’interessato, sulle attività finanziarie e patrimoniali detenute almeno al 31 dicembre 2008 e rimpatriate (dai paesi extra-Ue) e rimpatriate o regolarizzate (dalla Ue e dai paesi dello spazio economico europeo con cui c’è un effettivo scambio di informazioni) a partire dal 15 ottobre prossimo e fino al 15 aprile 2010. La misura è stata presentata dai relatori in più versioni (la prima sembrava contenere un ampio condono). Potranno rientrare nel beneficio anche proprietà, come immobili e yacht. A questa misura se ne sono accompagnate altre che rafforzano la lotta all’evasione come la facilitazione della possibilità di accesso ai dati della Banca d’Italia e altre autorità ed enti, quali Consob e Isvap. Infine, chi possiede più di dieci auto sarà "segnalato" al Fisco.

Pensioni: interamente nuovo è il capitolo previdenziale, uno dei rari emendamenti presentati direttamente dal Governo. Per le pensioni viene equiparata progressivamente l’età pensionabile di donne e uomini nel pubblico impiego, aumentando quella delle donne di un anno ogni due a partire dal 2010. I risparmi così ottenuti vanno al Fondo per l’economia reale, e saranno destinati a interventi nel sociale. Altra novità, giunta a sorpresa, è l’aggancio dell’età pensionabile (per privati e pubblici) all’aspettativa di vita: la prima finestra su cui agirà la norma sarà quella del 2015 che potrà slittare di tre mesi. Poi si vedrà, sulla base delle stime Istat sull’aspettativa di vita. Arriva anche la facoltà per le Amministrazioni di pensionare i dipendenti pubblici al raggiungimento di 40 anni di contributi, compresi quelli figurativi. Sono esclusi professori universitari, magistrati e "dirigenti medici responsabili di struttura complessa", cioè i primari.

Badanti e colf: per accedere alla sanatoria serve una dichiarazione di emersione e il pagamento di un contributo di 500 euro per ciascun lavoratore. La regolarizzazione varrà per gli occupati irregolari da almeno tre mesi e darà diritto al permesso di soggiorno. Ogni nucleo familiare potrà regolarizzare una colf e due badanti. Per queste ultime il datore di lavoro dovrà allegare la certificazione della struttura sanitaria pubblica o del medico convenzionato Ssn che attesti la non autosufficienza di chi fruisce dell’assistenza. La regolarizzazione azzera i procedimenti legati al reato di clandestinità e, nelle more della definizione del procedimento, lo straniero irregolare non potrà essere espulso. Per regolarizzare una colf è richiesto un reddito di almeno 20mila euro per i single e 25mila per i nuclei familiari. Le badanti, invece, potranno essere regolarizzate anche da persone non facenti parte del nucleo familiare presso il quale sono impegnate (caso classico: il figlio che paga la badante per un genitore anziano).

Golden tax: la tassazione delle plusvalenze sulle riserve auree è stata oggetto di varie riscritture per venire incontro ai rilievi della Bce. Resta l’imposta del 6% ma è stato inserito il tetto dei 300 milioni e l’applicabilità a Bankitalia solo "nella misura reputata funzionale" dalla stessa e con il "parere non ostativo" della Bce.

Altre misure: mini-sanatoria per le multe elevate fino al 31 dicembre 2004; contributo di 1,3 milioni per il Ponte sullo Stretto di Messina; un passo verso la liberalizzazione del trasporto pubblico insieme a contributo per gli ecobus; paletti alla perseguibilità del danno erariale da parte della Corte dei Conti; prolungamento al 2010 della Finanziaria light e della flessibilità di bilancio previste per il 2009; sblocco dei residui per il pagamento degli Enti locali virtuosi per 2,25 miliardi all’interno del patto di stabilità interno; istituzione di un fondo in ambito sociale come primo passo verso il federalismo fiscale; possibilità di azzeramento degli organi amministrativi, di controllo e di vigilanza delle società interamente controllate da un singolo ente locale per i quali sia stata decisa la riduzione del numero dei componenti o degli emolumenti.