Deficit rompe l’argine, Letta e Saccomani rassicurano Ue

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Deficit rompe l’argine, Letta e Saccomani rassicurano Ue

20 Settembre 2013

Il Documento di ecomonia e finanza per il 2013 non rende Letta e Saccomanni più ottimisti. Il PIL è in discesa, il decit supera – di poco – il 3 per cento, il debito pubblico sfonda il 133 per cento, mai così alto dagli anni Venti del secolo scorso. Insomma, la situazione dei conti pubblici sul breve periodo non migliora, anzi, peggiora, per colpa della "interruzione della discesa dei tassi e la ripresa dell’instabilità politica", spiega Letta, mentre Saccomanni assicura che  il quarto trimestre del 2013 "sarà positivo" e nel 2014 il Pil tornerà a segnare un +1 per cento. Palazzo Chigi rassicura comunque Bruxelles: ci saranno "interventi tempestivi per mantenere il deficit entro la soglia del 3% del Pil". Nelle prossime settimane al Governo servono 5/6 miliardi se non si vuole l’alzare l’Iva (Brunetta su questo punto minaccia la crisi di Governo ma anche Epifani chiede di non alzarla, ma servono almeno 1 miliardo a trimestre), per finanziare le missioni internazionali all’estero e per la Cig. 1,5 miliardi invece la cifra da trovare immediamente per rientrare da quel punto di sforamento rispetto al patto di stabilità. E così, mentre Confindustria continua a chiedere un taglio netto del cuneo fiscale, la certezza è che il debito pubblico continerà a salire, sia quest’anno che l’anno prossimo (Saccomanni invece prevede una discesa sensibile dello spread entro il 2017). Infine, il piano trasporti e per il rilancio delle infrastrutture, che però è stato "scorporato" dalla Ue, rispetto al patto di stabilità. 11 miliardi di euro di investimenti, concentrati su opere strategiche, il rafforzamento delle ferrovie e delle Reti Ten.