Deflazione, ritorna in Italia ad ottobre con lo 0,1%

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Deflazione, ritorna in Italia ad ottobre con lo 0,1%

Deflazione, ritorna in Italia ad ottobre con lo 0,1%

31 Ottobre 2016

L’Italia torna in deflazione a ottobre. L’indice dei prezzi al consumo si attesta questo mese, rispetto allo scorso anno, a -0,1% (+0,1% a settembre) mentre resta invariato su base mensile. Questa la stima preliminare dell’Istat che precisa che la flessione tendenziale dell’indice generale continua a essere determinata dai beni energetici, in calo dal -3,4% di settembre al -3,6%.

Duro il commento a caldo del Codacons secondo cui “va peggio di qualsiasi previsione con i dati Istat di ottobre” mentre l’Italia non riesce ad uscire alla morsa della deflazione e “sprofonda in uno stato comatoso, dove i listini al dettaglio diminuiscono e le vendite continuano a rallentare”.

Secondo il presidente dell’organizzazione, Carlo Rienzi, tutto ciò, associato alla fiducia dei consumatori ai minimi da diversi mesi, avrà effetti devastanti nelle prossime settimane per il commercio e per l’economia in generale. Della stessa opinione Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori, secondo cui, dopo il rialzo dei prezzi a settembre, a ottobre si torna per l’ottava volta nel corso dell’anno in deflazione. Segno che i consumi sono ancora fermi e che non basta la politica accomodante della Bce per rilanciare la crescita.

Anche per Confcommercio è ormai certo che anche l’anno si chiuderà, come i due anni precedenti, con un’inflazione praticamente nulla. “Per un ritorno su valori prossimi o superiori all’1%, in grado di scongiurare i rischi di una preoccupante e perdurante deflazione”, sottolineano dall’organizzazione, “bisognerà attendere la primavera del 2017”.

L’inflazione ha accelerato nella zona euro. L’Eurostat ha comunicato oggi che in base alle sue stime preliminari i prezzi al consumo sono aumentati ad ottobre dello 0,5%, dal +0,4% registrato a settembre. Si tratta del più forte aumento dal giugno del 2014. Il dato è conforme alle stime fornite dagli economisti.

I prezzi dei servizi sono aumentati lo scorso mese dell’1,1%, quelli dei beni alimentari, alcolici e tabacco dello 0,4% e quelli dei beni industriali dello 0,3%. I prezzi dell’energia sono calati dello 0,9%. Va ricordato che la Banca Centrale Europea ha come obiettivo un tasso di inflazione al di sotto del 2% per il medio termine.

L’inflazione core – che esclude energia, cibo e tabacchi – è vista stabile allo 0,8% come a settembre ed in linea con il consensus. Tra le principali componenti dell’inflazione dell’Euro Area, i prezzi dei cibi, alcol e tabacchi dovrebbero salire dello 0,4%, mentre quelli dei servizi dell’1,1%. L’energia dovrebbe aver segnato ancora una contrazione pari allo 0,9 dopo il -3% precedente.

Intanto Piazza Affari e le altre piazze europee accelerano al ribasso dopo che il pil dell’Eurozona, nella lettura preliminare, è cresciuto dello 0,3% trimestre su trimestre e dell’1,6% anno su anno nel terzo trimestre, perfettamente in linea rispetto a quanto accaduto nel secondo. Il dato rispecchia le previsioni del consenso degli economisti. Il Vecchio Continente ha resistito bene al voto sulla Brexit, ma la crescita resta comunque debole.