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Delirio Anpi: ‘Ha più diritto al vaccino un partigiano che un leghista’

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“Una campagna d’amore verso i nostri cari reduci delle montagne che hanno lottato contro il fascismo. Doniamo la nostra dose di vaccino ad un combattente partigiano che in regioni amministrate dalla destra potrebbero essere messe da parte togliendole dalle vene di chi ne ha più diritto per darle ad un leghista”. A lanciare questo delirante messaggio, con tanto di logo sui social, è stata l’Anpi di Madonna di Campiglio. Un messaggio peraltro ribadito in alcuni post successivi. “I fascisti si accorgono di noi. Cosa rispondiamo a questi rimasugli di un passato liberticida e patriarcale?” – scrive l’Anpi replicando a chi resta costernato dal messaggio. Fascista a prescindere perchè non si può contestare il verbo Partigiano. E non solo: “Avanti sicuri tra chi colpisce ai fianchi pugnalano alle spalle, ma noi non siamo stanchi, la lama del fascismo striscia sulla gola, ma l’Anpi combatte anche da sola” – si legge ancora nella pagina Facebook. L’Anpi combatterà anche da sola contro la lama e le pugnalate alle spalle, ma non si sa bene quale sia questa battaglia, quali siano i fantasmi armati di coltello a cui l’Anpi nel suo incubo immagina…
Ora, sicuri di non rientrare tra i rimasugli di un passato liberticida, sfidando temerariamente la “furia antifascista”, chiediamo sommessamente all’Anpi nazionale, in che modo questa campagna “d’amore” lanciata dalla sezione di Madonna di Campiglio rispecchia la difesa dei valori che hanno portato – anche attraverso la Resistenza – la Democrazia nel nostro Paese. Esattamente quali sarebbero le amministrazioni di destra pronte a togliere un vaccino dalle vene di un partigiano per metterle in quelle di un leghista (ammesso e non concesso che il leghista in questione approverebbe lo scambio)?
Si resta davvero allibiti da questa allucinazione politica che ovviamente nulla ha a che vedere con la campagna vaccinale e con la lotta al Covid. L’impressione è che forse i primi ad offendersi per tali insulsi accostamenti sarebbero proprio quei partigiani che l’Anpi dice di voler rappresentare. Una Associazione che in nome della libertà calpesta la libertà: parole storpiate, ideali distorti, l’odio, quello vero, imbiancato con la parola amore. Ipocrisia e bassezza.
Il Verbo usato per esprimere il suo contrario, usare la Luce per gettare il Buio. E in fondo non vi è nulla di più osceno di questo paradosso.
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3 COMMENTS

  1. Domanda “cronologica”: nell’appena iniziato 2021, quanti ex-partigiani – quelli veri, non i politici di estrema sinistra che pretendono d’esser creduti quando dicono d’aver fatto la Resistenza a 5 anni o giù di lì – sono ancora vivi? Forse l’ANPI, per avere ancora qualche iscritto, sta “arruolando” anche i “reduci” delle Brigate Rosse?

  2. non si sono accorti. che i oartigiani sono tutti morti….parliamo di 75-80 anni fa….
    e allora partigiano diventa. come fascista, il termine per bollare di infamia gli avversari politici,
    squllido esempio di ‘partigianeria’ e ‘fascismo’ !!

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