Di fronte all’Islam anche South Park mette la coda tra le gambe

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Di fronte all’Islam anche South Park mette la coda tra le gambe

23 Aprile 2010

Dopo il putiferio scatenato dalla pubblicazione delle caricature di Maometto sul giornale danese Jyllands-Posten nel 2005, e la controversia sui disegni dell’artista svedese Lars Viks che due anni dopo aveva ritratto il Profeta come un cane da guardia, è la volta del più politicamente scorretto tra i cartoni animati di culto, South Park. Nella puntata numero 200 della dissacrante serie made in Usa, infatti, il Profeta dell’Islam è apparso rappresentato sotto forma di orso, mentre nell’episodio immediatamente successivo tutti i riferimenti verbali a Maometto sono stati coperti da un "bip" e la scritta Censored.

Gli autori del celebre cartoon, Matt Stone e Trey Parker, sono stati "avvertiti" che potrebbero fare la fine di Theo Van Gogh, il regista ucciso ad Amsterdam nel 2004 da un fondamentalista per il suo cortometraggio Submission, che denunciava i maltrattamenti subiti dalle donne nell’Islam. Si tratta "non di una minaccia ma di un avvertimento", stando al messaggio pubblicato sul sito internet del gruppo Revolution Muslim a firma di un tal Abu Talhah Al-Amrikee. Costui ha poi reso noto all’Associated Press che non era sua intenzione incitare all’odio, ma attirare l’attenzione sul problema delle offese rivolte in Occidente all’Islam e fare sì che episodi come quelli accaduti in Olanda non si ripetano più.

Il post ha destato serie preoccupazioni perché, tra le altre cose, conteneva gli indirizzi di casa di Parker & Stone, anche se pare difficile pensare che una persona che abbia intenzione di compiere un omicidio lo annunci su Internet firmandosi con tanto di nome e cognome. A prima vista, l’impressione è che Al-Amrikee in realtà non conosca più di tanto il background dei due autori, una coppia di fieri libertari isolazionisti e dichiaratamente ostili alla politica di "esportazione della democrazia" e "riforma del mondo islamico" perseguita dal Presidente Bush. Basti pensare a Team America, esempio di supermarionation del 2004 in cui Parker sbeffeggiava la cieca aggressività americana come unica risposta al terrorismo internazionale. Come dire, forse da parte di Revolution Muslim c’è stato un eccesso di cautela.

Ma detto questo, è evidente che quando si tirano in ballo certi argomenti le preoccupazioni e le cautele – anche da parte occidentale – non sono mai troppe. Già nel 2006 il canale tematico Comedy Central, costola del colosso americano Viacom che trasmette South Park, aveva impedito a Parker e Stone di mostrare una immagine di Maometto con indosso un elmetto da football. La serie tv ha una lunga storia di satira feroce contro politici, media e celebrità (imperdibile il verso fatto a Matt Damon e più in generale alla "gilda" hollywoodiana in Team America), e i due cineasti del Colorado sono noti per lavorare sino all’ultimo momento sugli episodi da confezionare, in modo da aggiornarli con riferimenti alle ultime notizie: così appare perlomeno discutibile il "taglio" delle scene incriminate su Maometto, tanto più che in uno dei precedenti episodi Gesù è stato ritratto mentre guardava film porno e il Buddha mentre sniffava cocaina, ma nessuno ai piani alti di Comedy Central si è mai sognato di sforbiciare le scene, altrettanto offensive per cristiani e buddisti.

Va anche detto che, prima della messa in onda della puntata inquisita, Parker e Stone avevano affermato di voler mantenere integre le sequenze sul Profeta perché "sarebbe stato ipocrita non prendersi gioco di qualcuno per evitare conseguenze fisiche". Insomma, pur ammettendo che i manager del canale televisivo abbiamo voluto proteggere i loro autori, ci chiediamo se da oggi South Park non abbia perso un po’ di quel taglio e della sua anima anticonformista che da sempre hanno contraddistinto questo prodotto della cultura pop. E’ più pericolosa l’autocensura di Comedy Central o la minaccia virtuale rivolta da Revolution Muslim alla coppia di autori?